Peste Suina Africana: la Regione Piemonte chiede ristori per i comparti danneggiati

Stanziare immediatamente risorse a sostegno dei comparti danneggiati e  provvedimenti per fronteggiare la situazione della Peste Suina Africana: è quanto hanno chiesto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa in una lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi e al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli. Attualmente sono  114 […]

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Stanziare immediatamente risorse a sostegno dei comparti danneggiati e  provvedimenti per fronteggiare la situazione della Peste Suina Africana: è quanto hanno chiesto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa in una lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi e al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli.

Attualmente sono  114 (78 in Piemonte e 36 in Liguria) i Comuni inseriti dal Ministero della Salute nella “zona infetta” da Peste suina africana. Nelle zone interessate è stata sospesa l’attività venatoria ma anche la frequentazione dei boschi, con ricadute potenziali sul settore turistico che punta molto sulla proposta outdoor negli ultimi mesi.

“L’ordinanza firmata era inevitabile per rassicurare i produttori e l’export. Ora occorre senz’altro ragionare su dei ristori per il settore turistico che potrebbe essere colpito dai divieti delle zone interessate”, ha infatti spiegato il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. Nel frattempo alcuni paesi hanno preferito fermare l’import di carni e salumi made in Italy e l’Associazione industriali delle carni e dei salumi (Assica) stima un danno da mancate esportazioni di almeno 20 milioni di euro per ogni mese di sospensione.

suini

La Peste suina africana è una malattia infettiva altamente contagiosa, tipicamente emorragica, causata da un virus appartenente al genere Asfivirus che colpisce solo i suidi domestici e selvatici causando un’elevata mortalità. Non si trasmette all’uomo, quindi non ci sono rischi per la popolazione.