di Manuela 9 Aprile 2021
vigneti

Andiamo in Piemonte perché qui le gelate di aprile hanno distrutto vigneti, frutteti e campi, facendo perdere dal 50 al 90% del raccolto circa a seconda dei casi. Ad aprile, infatti, c’è stata un’ondata di gelo anomala con minime che hanno portato a record di freddo per questo mese. Il problema è che queste temperature così basse hanno bruciato le coltivazioni.

Le varie organizzazioni agricole hanno effettuato dei controlli e parlano di un vero e proprio “disastro”. Per questo motivo hanno chiesto che venga riconosciuto lo stato di calamità naturale. La situazione è stata peggiore del previsto. In alcune aree non ci sarà nessun raccolto di albicocche (già pesantemente danneggiate dal maltempo e dalle gelate anche nel Veneto) e di kiwi. Per le pesche, invece, è stato perso il 90% del raccolto, il 70-80% per le mele e il 50% dei vigneti a Nebbiolo di Alba.

In provincia di Torino pesanti perdite si sono registrate anche per l’Erbaluce e i vigneti del Canavese, così come per gli asparagi Santena e Poirino. A rischio anche i campi di grano, mais e le coltivazioni orticole.

Il freddo è stato così intenso da bloccare anche il funzionamento dei previsti sistemi anti-brina. Per questo motivo in alcune zone, come nel Cuneese (ma la stessa cosa è stata fatta anche in Toscana: anche qui molte coltivazioni sono andate perse a causa delle gelate intense), gli agricoltori sono ricorsi a rimedi estremi, come quello di accendere dei fuochi fra i filari. Danneggiata, poi, anche la produzione di foraggio.

Marco Protopapa, assessore all’Agricoltura e cibo della Regione, ha preso atto della grave avversità che ha colpito il territorio piemontese, con particolare riferimento alle colture che in questo periodo erano in fiore.

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