Piemonte: pubblicizzavano come Dop vini da tavola, multate 5 aziende

In Piemonte, in provincia di Alessandria e Cuneo sono state multate 5 aziende che pubblicizzavano come Dop dei comuni vini da tavola.

vino

Andiamo in Piemonte perché qui 5 aziende che pubblicizzavano come Dop dei comuni vini da tavola sono state multate dai Carabinieri dei Reparti Tutela Agroalimentare.

Nel corso delle ultime settimane i Carabinieri stavano tenendo sotto controllo il web per accertare eventuali violazioni delle norme a tutela delle Dop e Igp. In particolare si stavano concentrando sui prodotti pubblicizzati sui siti internet aziendali, valutando se effettuassero una corretta informazione al consumatore in merito ai prodotti da loro sponsorizzati.

A seguito di tali controlli sono state comminate multe e sono partite diffide verso aziende agroalimentari che pubblicizzavano in maniera irregolare i loro prodotti su internet riferendosi ad essi come se fossero Dop, quando di fatto non lo erano. Fra le violazioni rilevate, spiccano le mancate autorizzazioni da parte dei Consorzi di Tutela, la difformità di prodotti rispetto a quanto indicato dai disciplinari di produzione e anche la violazione delle leggi sulle pratiche leali di informazione.

spiriti

Più nel dettaglio, le multe e le diffide sono arrivate a cinque aziende vitivinicole site nelle province di Alessandria e Cuneo. Queste aziende sono state sanzionate a livello amministrativo perché sui loro siti internet pubblicizzavano vini da tavola di diversi tipi non riconducibili a Dop, ma menzioando uve e vitigni tipici delle Dop.

In realtà accertamenti del genere sono stati fatti un po’ in tutta Italia. A Roma, per esempio, il sito di un caseificio pubblicizzava la produzione di un caciocavallo Silano, solo che si trovava al di fuori della zona di produzione del Caciocavallo Silano Dop.

A Messina, invece, il sito di una distilleria pubblicizzava una vodka prodotta con grani antichi siciliani, solo che l’approvvigionamento di questi grani era sprovvisto dei necessari documenti di provenienza.

E ancora: a Siracusa un liquorificio pubblicizzava prodotti con riferimenti all’Arancia rossa di Sicilia Igp, ma senza avere le autorizzazioni da parte del Consorzio di Tutela. Infine a Ragusa una ditta dolciaria, pur essendo fra i produttori ammessi per il Cioccolato di Modica Igp, produceva Fondente, Extra Fondente, Cioccolato al Latte e Cioccolato Modicano che non erano conformi ai disciplinari di produzione. Oltre a mancare del tutto un sistema atto a stabilire la tracciabilità.

Ricordiamo, poi, che qualche giorno fa in Sicilia sono state sequestrate 13 tonnellate di Cappero delle Isole Eolie Dop prive di tracciabilità.

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