di Nunzia Clemente 13 Gennaio 2017

Tra DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) STG (Specialità Tradizionale Garantita) e altri tipi di tutele abbiamo 924 prodotti italiani “garantiti” dall’Europa, contro 754 dei francesi e 361 degli spagnoli.

Siamo bravi a proteggerlo il nostro Made in Italy alimentare.

Non siamo altrettanto bravi a venderlo questo benedetto Made in Italy. Per i nostri detrattori, l’emblema di questa nostra incapacità è la pizza.

Abbiamo una vera ossessione per la tutela. Nel caso della pizza napoletana esiste addirittura un’associazione no-profit, Verace Pizza Napoletana, che ha vergato un proprio “Disciplinare della pizza”, chiedendo al mondo di applicare le regole inviolabili del lievitato tricolore.

Nonostante questo, e nonostante sia universalmente riconosciuto che la pizza è un’invenzione italiana, i maggiori profitti li fanno gli americani, arrivando addirittura a imporre da noi le loro catene, vedi il caso Domino’s.

Mentre i prossimi a beneficiare della popolarità planetaria della pizza saranno probabilmente i francesi.

Perché i francesi, vi starete chiedendo?

pizza paline

Perché francese, e con le spalle larghe, è Paline, la società che ha pescato dal mazzo di Risiko la carta-obiettivo per conquistare gli Stati Uniti attraverso armate tecnologiche come Paline Pizza ATM, distributori automatici refrigerati già ribattezzati “Bancomat della pizza”.

In pratica, Paline costruisce e vende la tecnologia, cioè i distributori.

I singoli acquirenti, o per meglio dire i pizzaioli che lavorano per loro, preparano le pizze (anche grazie a corsi da 6000 dollari pagati dalla società francese) e le inseriscono nei dispenser, attrezzati per conservare in maniera ottimale fino a 7o pizze.

I clienti pagano le pizze utilizzando una carta elettronica e dopo tre minuti la pizza emerge dal distributore, perfettamente condita e già inscatolata.

Le pizze sono disponibili 24/7 e, a seconda della scelta del cliente, si possono avere sia fredde (da consumare in un secondo momento) che calde (da mangiare subito).

Come detto, per formare i pizzaioli Paline organizza corsi  tema presso la Xavier University. Si tratta di corsi con un certo blasone perché riconosciuti dalla French Pizza Federation, l’associazione dei pizzaioli francesi. Si potrebbe anche intendere come uno sberleffo al prestigio della nostra associazione Verace Pizza Napoletana.

Veniamo adesso ai freddi numeri. I distributori non sono esattamente a buon mercato, visto che ognuno costa 55mila dollari. Il prezzo suggerito per ogni pizza è di 10 dollari.

Secondo le ricerche di mercato degli esperti di Paline, i proprietari del distributore dovrebbero riuscire a vendere 40 pizze al giorno, in questo modo metterebbero insieme ricavi per 90mila dollari all’anno.

[Crediti | Link: Quartz, Dissapore]