di Manuela 1 Luglio 2020
Pizza Hut

Fra i grandi nomi vittime del Coronavirus segnate anche Pizza Hut: NPC group, il più importante franchisee di Pizza Hut (nonché di alcuni ristoranti Wendy’s), ha dichiarato fallimento negli USA e chiuderà per bancarotta “a causa del Coronavirus”.

L’azienda che vanta 60 anni di attività, 18mila ristoranti dislocati in 100 paesi e 40mila persone impiegate, tirerà giù le serrande di 1200 dei suoi 7100 locali.

Stando alla catena americana, già oberata dai debiti, la crisi economica provocata dalla pandemia da Covid-19 ha fatto traboccare il vaso. In realtà l’azienda era già in crisi da tempo (non a caso l’anno scorso avevano chiuso 500 ristoranti per trasformarli in punti consegna): anche diventare sponsor ufficiale della NFL (il più celebrecampionato di football americano) due anni fa, non era bastato a rimettere in ordine i conti. Si parla di un debito dell’importo di quasi un miliardo di euro per il quale ha già raggiunto un accordo con la maggior parte dei creditori.

A una situazione già drammatica si è poi aggiunta la crisi economica provocata dal lockdown. Pizza Hut non è stata certo la prima e non sarà l’ultima delle aziende a presentare istanza di fallimento, ma è di certo uno dei marchi a cui gli americani sono più legati.

Ma attenzione, Npc International ha deciso di accedere alla formula del Chapter 11: lo scopo è quello di cercare di ristrutturare il debito e magari provare a rilanciare l’attività.