di Valentina Dirindin 10 Maggio 2020

Il primo desiderio di Silvia Romano, la cooperante italiana liberata dopo un anno e mezzo di rapimento? Una pizza.

La notizia della sua liberazione è stata una delle poche note positive di questo periodo difficile per gli Italiani. È stata indubbiamente una sorpresa quando il presidente del consiglio Giuseppe Conte ne ha annunciato la liberazione, dopo che era stata rapita in Kenya il 21 novembre 2018. Ormai l’opinione pubblica ne aveva quasi dimenticato l’esistenza, e probabilmente anche i suoi cari si erano parzialmente rassegnati all’idea di non rivederla mai più. Invece questa mattina la giovane cooperante che lavorava nell’orfanotrofio di Chakama è ritornata in Italia, e ha abbracciato a lungo i suoi genitori in una scena molto commovente. Poi ha salutato e ringraziato le autorità e scambiato due parole con i tanti giornalisti che l’attendevano.

La cosa che mi è mancata di più in questi mesi di prigionia? Una pizza, ha detto Silvia Romano. “Quasi più dei miei genitori”. L’ambasciatore italiano in Somalia, Alberto Vecchi, pare abbia provveduto appena possibile a esaudire il desiderio della ragazza: “abbiamo mangiato la pizza che lei aveva chiesto”, ha raccontato. “Non era il massimo, abbiamo fatto quello che si poteva”. Ora ne potrai mangiare in quantità, cara Silvia. Bentornata nel tuo Paese.