di Marco Locatelli 7 Maggio 2020

Niente da fare per la trattativa sul prezzo del pomodoro da industria nel Centro-Sud Italia. Oggetto di singolar tenzone la richiesta da parte degli agricoltori di un prezzo superiore del 40% rispetto allo scorso anno.

Ad annunciarlo l’Anicav, associazione nazionale industriali delle conserve alimentare, la quale sottolinea come quella degli agricoltori sia una richiesta “irricevibile”.

Con l’incremento chiesto dai produttori il prezzo a tonnellata salirebbe a 130 euro per il pomodoro tondo e 140 per quello lungo, contro i 95 e 105 della campagna 2019.  Cifre decisamente diverse rispetto a quelle concordate nell’area del Nord Italia, dove è stato contrattato un prezzo di 88 euro a tonnellata, circa (solo) il 2% in più rispetto al 2019. Prezzi in linea anche con quelli dei competitor a livello mondiale, come fannos apere da Anicav.

“Le aziende del bacino centro-meridionale – si legge nella nota di Anicav – hanno sempre pagato il pomodoro circa il 10% in più rispetto al nord e un aumento ulteriore potrebbe ora creare grosse difficoltà alle imprese minacciando seriamente di distruggere, nel medio-lungo periodo, la filiera del pomodoro da industria nel centro sud Italia”.