di Valentina Dirindin 27 Dicembre 2020
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La voce si fa insistente: già nell’antica Pompei si mangiava il Cappone di Morozzo, e la prova è in bella vista nel Termopolio appena scoperto negli scavi archeologici più celebri del mondo.

Vi abbiamo già raccontato dell’importantissima scoperta fatta a Pompei, dove gli scavi hanno riportato alla luce un Termopolio, una specie di antichissimo locale di street food, e i puristi della lingua italiana ci perdoneranno se continuiamo a definirlo così.

Quel che forse non avete saputo, né che nessuno poteva prevedere, è l’improvviso quanto immotivato entusiasmo dei Cuneesi nel riconoscere in uno degli affreschi nientemeno che uno dei loro Presidi Slow Food, un Cappone di Morozzo.

D’altronde, quella del Termopolio è una scoperta importante da un punto di vista architettonico, storico, e anche sociologico, perché consente di studiare e imparare meglio le abitudini che si avevano a Pompei prima della spaventosa eruzione del Vesuvio del 79 a.c.. Come funzionavano gli esercizi commerciali a quel tempo? E cosa si mangiava?

In parte ce lo dicono le tracce di cibo ritrovate nelle anfore di terracotta rinvenute all’interno del Termopolio. In parte, signore e signori, ce lo dicono anche le splendide decorazioni, perfettamente conservate, che si possono ammirare su quello che era il bancone del locale di cibo da strada (ecco, abbiamo così accontentato i puristi). E quel che si vede negli affreschi sono due oche appese accanto a un gallo. Ma mica un gallo qualunque, per carità. A Pompei si trattavano bene, evidentemente, e a un occhio attento quello non può che sembrare, senza ombra di dubbio, il meraviglioso Cappone di Morozzo.

A sostenerlo sono una serie di giornali locali del Cuneese, che guardando le fotografie del Termopolio scattate dagli addetti ai lavori ha subito notato la somiglianza nell’animale dipinto. Ma a dire la sua è anche il sindaco di Morozzo, Mauro Fissore, che scherzosamente parla della “nostrana di Morozzo, già a Pompei prima dell’eruzione”.

E fu così che venne fuori che Morozzo (o quantomeno il suo cappone) aveva conquistato Pompei secoli e secoli or sono. D’altronde, il Cappone ci è testimone.

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