Prepariamoci a un’invasione di prodotti a base di peperoncino

Una recente analisi di mercato mostra una crescita esponenziale del mercato del peperoncino, e i fattori sono molteplici.

Prepariamoci a un’invasione di prodotti a base di peperoncino

Le proiezioni di mercato del report “Mercato del peperoncino” di The Insight Partners, riportate da Ansa, dicono che il mercato del peperoncino raggiungerà i 5 miliardi di dollari e manterrà una crescita costante fino al 2034, per arrivare agli 8 miliardi. In Italia è cresciuto del 56%, secondo un’analisi di Coldiretti.

Lo studio è stato realizzato da un società americana specializzata in ricerche di mercato, che vende report e analisi strategiche a imprese, investitori e consulenti. L’obiettivo è fornire previsioni sull’andamento dei settori economici, individuando i fattori che ne guidano la crescita, le opportunità di business e i possibili scenari futuri. I soggetti interessati a questa analisi sono ovviamente le grandi aziende alimentari, ma anche i produttori agricoli, i trasformatori e le grandi catene di distribuzione.

Dovremmo quindi attenderci, per il futuro, un’invasione di prodotti piccanti.

Come mai il peperoncino cresce così tanto in Italia e all’estero?

snack al peperoncino

Se state pensando che il motivo sia il proliferare di ristoranti mediorientali, orientali e sudamericani, state vedendo solo una parte della situazione. Sicuramente, soprattutto per il mercato italiano, l’aumento delle comunità che hanno nella loro identità gastronomica il peperoncino è un fatto, ma non è l’unico. Anche perché altrimenti non si spiegherebbe la forte crescita del mercato globale.

Il motivo più fondante della crescita del consumo di peperoncino è che sta diventando un elemento premium, un po’ gastrofregno, come è accaduto a molti altri prodotti. Dunque il consumatore, oltre a cercarlo di più, non si accontenta della semplice dicitura “peperoncino”, ma cerca varietà specifiche (Habanero, Jalapeño, Ancho, Fatalii, Carolina Reaper ecc.), il che di per sé aumenta l’hype sul prodotto e ne fa aumentare le vendite. Ansa intervista Giuliana Polo, la sola amministratrice, almeno tra quelle non in incognito, di Chilliheads.eu, una delle più importanti community internazionali dedicate alla cultura del piccante, che conta oggi oltre 18.500 membri.

L’altro aspetto alla base di questa crescita è un’allure salutare intorno a questa spezia: molti associano il peperoncino a proprietà salutistiche (capsaicina, effetto termogenico, antiossidanti, benefici cardiovascolari…). Molte sono ovviamente prive di basi scientifiche solide, ma tant’è.

Dunque questi due sono i fattori che hanno fatto crescere il mercato, che poi, come solo il mercato sa fare, si è differenziato in mille prodotti, per bucare ancora di più (le nostre tasche?). Negli ultimi anni, infatti, sono aumentati in modo esponenziale prodotti come salse piccanti, snack croccanti a base di peperoncino, oli aromatizzati, paste di peperoncino e condimenti fermentati ma piccanti.

Cambio di guardia: il Carolina Reaper non è più il peperoncino più piccante del mondo Cambio di guardia: il Carolina Reaper non è più il peperoncino più piccante del mondo

Inoltre due nuove tendenze di gusto negli snack stanno aumentando il consumo di peperoncino nell’industria. Le due tendenze si chiamano swicy, cioè l’abbinamento tra dolce e piccante (cioccolato, miele, cocktail, gelati), e frycy, ovvero l’unione tra frutta e peperoncino. Ed è solo l’inizio.

 

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