di Valentina Dirindin 15 Febbraio 2020

170mila ettolitri di vino (pari a 35 milioni di bottiglie) venditi in maniera fraudolenta come Prosecco e Pinot Grigio: la vicenda aveva coinvolto già lo scorso anno la cantina Rauscedo, dell’omonimo paese in provinca di Pordenone.

12 milioni le bottiglie di finto prosecco vendute fra il 2016 e il 2018; 22,6 milioni quelle bloccate dai Nas nel 2018, prima che finissero sul mercato. Oggi quella vicenda torna sui giornali, dopo che si è chiusa la fase preliminare delle indagini con un accordo economico.

La accuse andavano dalla frode in commercio aggravata e tentata fino alla falsificazione dei registri, e coinvolgevano in tutto centinaia di persone: non solo ventidue tra amministratori e dipendenti ma anche 336 titolari di imprese agricole individuali e 91 società agricole. Il patteggiamento raggiunto prevede il versamento nelle casse dello Stato, da parte della cantina incriminata, di una somma pari a 1,7 milioni di euro: l’ammontare stimato del guadagno dalla frode nel periodo tra il 2016 e il 2017.

Un patteggiamento che pare sia stato fatto per chiudere la vicenda e voltare pagina, oggi che quella cantina ha nuovi vertici e vuole proseguire dimenticandosi il passato. La Procura ha inoltre suddiviso in tre fasce i decreti penali di condanna, a seconda del guadagno ottenuto:  6mila euro di multa per coloro che hanno avuto profitti superiori ai 100mila euro; 4mila euro per la fascia compresa tra i 30 e 100mila; 2mila euro per tutti gli altri.

[Fonte: Il Gazzettino]