di Giulia Gagliano 7 Luglio 2019
prosecco, scenario

“Le colline del Prosecco da oggi sono Patrimonio Unesco. Grazie alla loro bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica e al gran lavoro promozionale di squadra del sistema-Paese”. A twittare la notizia è il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi che ha reso nota la decisione del comitato di selezione annunciata a Baku, in Azerbaigian, che ha riconosciuto il valore universale di quest’area del Veneto e di un vino unico nel suo genere, che diventano coì il 55esimo sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. “Si riconosce il valore universale di un paesaggio culturale e agricolo unico, scaturito da una straordinaria, sapiente interazione tra un’attività produttiva di eccellenza e la natura di un territorio affascinante”, ha spiegato il ministro Moavero.

Il risultato prova anche, si legge in una nota, la posizione di primissimo piano che l’Italia riveste in seno all’Unesco e l’ottimo gioco di squadra del sistema-Paese che ha visto coinvolti, insieme con la Farnesina, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e del Turismo, la Regione Veneto e il Comitato promotore della candidatura.  Gioia è stata espressa anche dal governatore del Veneto Luca Zaia.

La candidatura era stata proposta già dal 2010 e sostenuta poi nel 2017 dall’ex ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina. Non mancarono però le polemiche: si sollevò infatti il fronte del ‘no’ da parte di alcune associazione ambientaliste (tra cui Wwf, Legambiente, Pesticides Action Network, Marcia Stop pesticidi, Colli Puri) preoccupate degli effetti della viticoltura intensiva e dell’uso di pesticidi.

 

[Fonte: Ansa]