di Valentina Dirindin 24 Luglio 2019
prosecco, scenario

Una storica azienda di Conegliano, la Serena Wines 1881 (la quinta in Italia per la produzione di Prosecco), ha avviato un programma di riutilizzo degli scarti del vino, ovvero la “feccia”. Si tratta del residuo che si deposita nelle vasche di lavorazione del vino, ricco di colorante naturale che oggi, grazie alla partnership con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la collaborazione di Università di Udine e Universidad de Málaga, potrà trasformarsi in un componente per la realizzazione di celle fotovoltaiche.

Un progetto di recupero dei materiali davvero interessante e al passo con i tempi, in un periodo in cui si parla sempre più spesso di riciclo e riutilizzo degli scarti di produzione, anche nel mondo del food&beverage. La feccia delle uve da bacca rossa, in questo progetto (finanziato dal Fondo Sociale Europeo) verrà  trasformata in materia prima per ottenere componenti dedicate alle celle solari fotovoltaiche a colorante organico, le cosiddette celle di Gräetzel.

“Siamo entusiasti di esser parte di questo progetto”, ha dichiarato a Il Sole 24 Ore Luca Serena, quinta generazione della famiglia, “L’azienda da sempre presta attenzione ai vantaggi ambientali che possono derivare dal recupero e riuso dei rifiuti di lavorazione e in questo caso si tratta di una vera innovazione per il settore dell’edilizia, ma anche per quello dell’enologia, poiché si tratta di un progetto assolutamente inedito”.

[Fonte: Il Sole 24 Ore]