Secondo la più recente indagine diffusa da Circana, il mercato europeo dei prodotti a base vegetale ha raggiunto la cospicua cifra di 16,3 miliardi di euro, e anche se per ora questi prodotti rappresentano solo il 2,4 percento delle vendite totali di beni di consumo in Europa, i dati mostrano che c’è ancora un grande spazio per crescere.
Tra il 2024 e il 2025, il settore del cibo e delle bevande vegetali è cresciuto del 5,1 percento in sei paesi chiave, ovvero Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi, e a spingere questo mercato non sono tanto le alternative di nicchia, ma i prodotti di ampio consumo naturalmente veg: la parte del leone la fanno infatti noci e semi, che coprono quasi la metà delle vendite, seguiti dalle alternative ai latticini e dai piatti pronti, mentre la carne e il pesce vegetali restano ancora un segmento più piccolo.
I dati del plant based in Europa

Un dato molto interessante riguarda chi sono i veri acquirenti: non si tratta infatti solo di quel circa 11 percento di europei che si identifica come vegano o vegetariano, ma soprattutto dei flexitariani, una categoria che è cresciuta di ben 10 punti percentuali dal 2023 e oggi rappresenta il 31 percento della popolazione europea. La gente cerca alternative vegetali per variare la dieta, e in settori come i latticini e i piatti pronti, questi prodotti stanno andando persino meglio delle loro controparti di origine animale, nonostante spesso abbiano prezzi più alti.
La situazione non è comunque uguale ovunque in Europa. La Germania e la Spagna stanno correndo forte, con vendite in netto aumento, mentre il Regno Unito, che pure è uno dei mercati più grandi con i suoi 4,5 miliardi di euro, sta vivendo una fase di ristagno con volumi di vendita in leggero calo. Insomma, per avere successo non basta più solo l’effetto novità, ma servono strategie giuste e a lungo termine su prezzi e qualità dei prodotti.
Il futuro del settore sembra puntare tutto su salute, nutrizione e valore reale: i consumatori cercano prodotti che offrano benefici concreti come apporto proteico, energia e salute dell’intestino, e le aziende dovranno stare attente anche a nuovi fattori come l’impatto dei farmaci GLP-1, che stanno spingendo le persone verso pasti più piccoli ma più densi di nutrienti. Anche se le prospettive sono buone, il prezzo resta un ostacolo importante e sarà necessario rendere questi prodotti più accessibili per convincere sempre più persone a sceglierli.
A spiegare bene questo passaggio è Ananda Roy di Circana, che ha dichiarato: “I cibi e le bevande a base vegetale hanno raggiunto un momento cruciale. Le fondamenta per la crescita sono saldamente al posto giusto, ma la fase successiva non sarà guidata dall’hype o dalla novità. Sarà guidata dall’efficacia con cui l’industria fornirà prodotti che si inseriscono nel comportamento quotidiano dei consumatori”.
Roy ha poi aggiunto: “Stiamo assistendo a un chiaro allontanamento dall’innovazione di nicchia guidata dall’imitazione verso prodotti più naturali, funzionali e accessibili. I vincitori saranno coloro che riusciranno a colmare il divario tra gusto, nutrizione e prezzo, integrando il plant-based in modo fluido nelle occasioni di consumo quotidiano”.
Per sbloccare questa nuova fase, le aziende dovranno concentrarsi su innovazioni guidate dal gusto che spingano a ricomprare il prodotto, migliorare la competitività dei prezzi e garantire benefici nutrizionali chiari e credibili. L’obiettivo è andare oltre i semplici sostituti della carne, creando alternative vegetali che abbiano un valore proprio e che siano integrate nelle strategie principali di vendita invece di essere isolate in scaffali separati.

