Una piscina di 59 metri quadrati, numerosi corpi di fabbrica a più piani, un ufficio, una pasticceria, varie ed eventuali. Al banco degli imputati la fila è lunga, ma tutti sono legati a doppio filo con il ristorante Quattro Passi di Nerano, Massa Lubrense, tre stelle Michelin. Sulle carte si legge di abusi edilizi.
La lista, dicevamo, è lunga. Come riportato dai colleghi del Corriere della Sera, le autorità locali hanno contestato alla famiglia Mellino un elenco di illeciti edilizi e notificato agli stessi un’ordinanza “di repressione dei reati di abusivismo edilizio per lottizzazione abusiva”. La carta canta, e figuriamoci i sopralluoghi. E ora?
La lista degli illeciti al Quattro Passi di Nerano

Gli occhi sul ristorante sono tanti e vi si sono posati più volte. L’ultimo sopralluogo si è svolto appena una manciata di mesi fa, a ottobre; e avrebbe aggiunto un punto esclamativo all’elenco delle opere considerate prive di autorizzazione. Si parla di ampliamenti di un sentiero pedonale, del ristorante stesso e di una cucina; più corpi (uno su due livelli, formato da due camere e pensato per la ricezione turistica; un’altro in uso sempre su due livelli e con cantina interrata e un terzo di circa 76 metri quadrati), una lavanderia.
Per alcune di queste opere – ve ne abbiamo riportata una manciata – era stata richiesta la licenza edilizia in sanatoria, ma la lettura del Comune è che “nemmeno l’eventuale rilascio di titoli in sanatoria o il condono di singole opere potrebbe determinare un effetto di automatica estinzione del distinto reato di lottizzazione”. Si parla di “complessa, imponente e devastante operazione immobiliare”; e la “cura” prescritta è il ripristino dello stato dei luoghi.
“Lo status di attività di eccellenza” si legge ancora “non esonera dal rispetto del regime di inedificabilità della zona 1b del Put, perché il grado di offensività della lottizzazione è particolarmente elevato”. E in caso di mancata osservanza? Il provvedimento parla forte e chiaro: “Il decorso infruttuoso del termine dei 90 giorni determinerà l’automatico effetto traslativo della proprietà in favore del patrimonio disponibile del Comune di Massa Lubrense”.
Al momento il ristorante risulta chiuso per il regolare riposo invernale. La proprietà – la famiglia Mellino, per l’appunto – potrà impugnare l’ordinanza al Tar entro due mesi e al Capo dello Stato entro 120 giorni dalla notifica.
