Reggio Emilia, per i rider un chiosco dove fare una pausa (e riparare la bici)

A fine estate, a Reggio Emilia aprirà un Rider Point, un chioso dove i rider potranno ripararsi in caso di maltempo, ma anche cibarsi con prezzi calmierati, accedere ai servizi igienici, ricaricare lo smartphone e utilizzare gli strumenti per riparare la bicicletta.

rider food delivery

Un “porto sicuro” dove fermarsi e prendere fiato fra una consegna e l’altra, ricaricare le batterie (anche quelle del telefono), fare un po’ di manutenzione alla bicicletta e utilizzare il bagno. Si tratta del Rider Point, un chiosco comunale per i rider che verrà aperto a Reggio Emilia, in piazza Domenica Secchi, zona stazione, all’interno dell’ex Caffè Reggio.

All’interno di questo spazio (aperto fino alle 22) i ciclofattorini potranno ripararsi in caso di maltempo, ma anche cibarsi con prezzi calmierati, accedere ai servizi igienici, ricaricare lo smartphone e utilizzare gli strumenti per riparare la bicicletta.

Il chioso è parte del progetto “Reggio Emilia Città Rider Friendly”.  “Si tratta di un punto di partenza – ha spiegato il sindaco Luca Vecchi – Individueremo altri luoghi, perché uno solo non basta. In questo modo diamo risposte concrete ai bisogni di una nuova categoria di lavoratori che durante la pandemia si è rivelata fondamentale per la consegna di cibo a casa”.

Il Rider Point aprirà i battenti entro fine estate, con soddisfazione da parte dei sindacati Cgil Cisl Uil, con i quali il Comune ha siglato un protocollo di intesa.

“Siamo promotori di questa iniziativa – hanno detto Cristian Sesena (segretario generale provinciale Cgil), Rosi Papaleo (segreteria Cisl Emilia Centrale) e Fernando Guidetti (segreteria generale provinciale Uil) – Abbiamo raggiunto il primo obiettivo di dare dignità a questi lavoratori, a livello locale per quanto ci compete. Nel frattempo continueremo a portare avanti gli altri tavoli a livello nazionale con vertenze per migliorare il contratto merce-logistico nel quale si inquadrano i riders, ma anche negoziati con le società di delivery nel solco dell’accordo raggiunto con Just Eat grazie al quale più di duemila persone sono state stabilizzate a tempo indeterminato”.

Fonte: ANSA

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