Regione Lombardia riconosce 6 nuovi prodotti agroalimentari tradizionali

Arancia amara del Garda, Cappero del Garda, Cedro del Garda, Limone del Garda, Casoncello di Pontoglio (provincia di Brescia) e il Toc (provincia di Como). Sono i nuovi prodotti agroalimentari tradizionali riconosciuti dalla Regione Lombardia. La lista aggiornata dei Pat lombardi comprende 268 prodotti, raggruppati in 11 diverse categorie. Metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura sono […]

Arancia amara del Garda, Cappero del Garda, Cedro del Garda, Limone del Garda, Casoncello di Pontoglio (provincia di Brescia) e il Toc (provincia di Como). Sono i nuovi prodotti agroalimentari tradizionali riconosciuti dalla Regione Lombardia.

La lista aggiornata dei Pat lombardi comprende 268 prodotti, raggruppati in 11 diverse categorie. Metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura sono consolidate nel tempo da almeno 25 anni e praticate in modo omogeneo e secondo regole tradizionali.

“La Lombardia ha un patrimonio agroalimentare indescrivibile. I prodotti agricoli e gastronomici rappresentano il nostro territorio, le nostre tradizioni – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi, Fabio Rolfi -. Possono essere un volano economico straordinario anche sotto il profilo turistico se accompagnati da una adeguata narrazione e dalla giusta valorizzazione commerciale”.

“Comuni e operatori – ha aggiunto l’assessore – ci hanno chiesto di far conoscere di più questi prodotti. Abbiamo introdotto per i produttori la facoltà di specificare nell’etichettatura l’appartenenza all’elenco dei prodotti tradizionali riconosciuti dalla Regione Lombardia”.

Arancia amara del Garda

Il riconoscimento dei prodotti agroalimentari tradizionali ha un ruolo fondamentale nell’affermazione delle identità delle comunità rurali. L’inserimento nell’elenco salvaguarda la tradizione dei processi produttivi, preserva una sapienza spesso secolare e consente di produrre specialità difficilmente replicabili altrove. Mantenendo il legame con il territorio e con le comunità locali che, nei secoli, le hanno generate.

“Questi prodotti – ha spiegato l’assessore regionale – sono alla base di filiere locali di altissima qualità. Regione sta creando le condizioni affinché ci sia sbocco anche nella grande distribuzione organizzata. Solo creando economia si può fare in modo che non rappresentino solo i simboli del territorio ma diventino realmente valore aggiunto”.

“In epoca post Covid i turisti si sposteranno sempre di più alla ricerca di esperienze sensoriali – ha sottolineato Rolfi -. La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia, ma non ancora è ai primi posti nazionali come meta di turismo enogastronomico. Abbiamo dunque davanti opportunità straordinarie che dobbiamo cogliere, cambiando anche la percezione del nostro territorio”.

“L’agrumicoltura sul Garda, per esempio è documentata già dal XV secolo; i casoncelli di Pontoglio sono fatti a mano uno a uno e sono realizzati con materie prime della zona; il Toc è una polenta preparata con burro genuino e formaggio d’Alpe. Tutte caratteristiche – ha concluso Rolfi – che devono essere raccontate all’esterno valorizzando la storia, i metodi di coltivazione o di preparazione di vere e proprie eccellenze locali”.