Regno Unito: l’inflazione segna un +5,4%, è record dal 1992

Nel Regno Unito l'inflazione dei prezzi ha segnato un record storico: è arrivata a +5,4%, mai visto un valore così alto dal 1992.

inflazione

Andiamo nel Regno Unito perché qui l’inflazione ha toccato valori record: è arrivata a quota +5,4%, il valore più alto mai raggiunto sin dal marzo 1992. A fornire i dati è stato l’Office for National Statistics.

A dicembre l’inflazione in Gran Bretagna ha toccato il suo picco da 30 anni a questa parte, superando anche le previsioni degli economisti intervistati da Reuters che ipotizzavano al massimo un 5,2% visto che a novembre il valore si era attestato a +5,1%.

I mercati finanziari sostengono che ci sia una probabilità di oltre il 90% che la BoE aumenti il suo tasso di interesse principale dello 0,5% il 3 febbraio prossimo. Il fatto è che il mese scorso è diventata la prima grande banca centrale al mondo a decidere di inasprire le sue politiche sin dall’inizio della pandemia da Covid-19.

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Secondo Ambrose Crofton, esperto di strategia del mercato globale presso JP Morgan Asset Management, la Banca d’Inghilterra si sentiva già a disagio in precedenza a causa della sua posizione nel settore della politica monetaria. E la sorpresa del rialzo di oggi, sia per quanto riguarda il titolo che quanto concerne l’inflazione, non avrà di certo aiutato.

In realtà l’inflazione è aumentata notevolmente nella maggior parte delle economie avanzate, riflettendo così l’aumento globale dei prezzi dell’energia e le difficoltà della catena di approvvigionamento.

Secondo gli statistici dell’ONS, l’aumento dei casi da variante Omicron, ha avuto un impatto solo marginale sull’incremento dell’inflazione. Ad incidere di più, invece sono stati altri fattori come:

  • prezzi dei generi alimentari
  • prezzi dei beni per la casa
  • costi per il settore dell’ospitalità

Al contrario, il prezzo dei carburanti, fra i fattori principali dei rialzi nei mesi precedenti, sono rimasti costantemente ai livelli massimi. Secondo Kitty Ussher, capo economica dell’Institute of Directors, ha spiegato che questi dati indicano che l’inflazione sta diventando endemica e non transitoria. E fa presagire male per le famiglie che dovranno affrontare notevoli aumenti del costo della vita la prossima primavera. Cosa di cui, in realtà, ci stiamo accorgendo già adesso.