di Dissapore Dissapore 31 Marzo 2021
rider

Apre la prima Casa del rider, sul modello e ispirazione della Casa del popolo: a Napoli i fattorini delle piattaforme delivery avranno un punto ristoro e centro assistenza. L’iniziativa è stata di Luca Simeone, presidente dell’associazione Napoli Pedala, e dell’Inail Campania. Lo scopo e il funzionamento del centro – che si trova nella Galleria Principe di Napoli presso la Bicycle House – viaggia sul doppio binario del supporto logistico e di quello giuridico. Socializzazione e pausa tra una consegna e l’altra, semplicemente un posto dove stare, innanzitutto, dove trovare riparo dalle intemperie; ma anche un posto dove ricaricare il telefonino. E, data la collocazione, un posto che fornisce assistenza tecnica sui mezzi, nella maggior parte dei casi biciclette, usati dai rider per le consegne.

Ieri, definendo una svolta storica la giornata in cui Just Eat decide di assumere i rider come dipendenti, avevamo commentato che evidentemente non tutto è perduto, e che delle iniziative di tutela dei lavoratori possono ancora sorgere persino in questa epoca di turbocapitalismo e sfruttamento. Oggi, la dimostrazione: il richiamo, simbolico ma forte, è alle case del popolo di ottocentesca origine e socialista memoria. L’altro binario è infatti quello della consulenza economica e dell’assistenza legale: in un settore caratterizzato da un intrico di norme, e che cambiano di frequente, i rider potranno trovare aiuto qualificato sui tipi di contratto proposti da ogni piattaforma, sulle scadenze fiscali, sugli obblighi previdenziali e di assistenza, sulle partite IVA. Il progetto, del valore di 50mila euro, vede la partecipazione della NIdiL Cgil Napoli e il patrocinio (solo morale) del Comune di Napoli.

[Fonte: Il Fatto quotidiano]

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