di Valentina Dirindin 24 Febbraio 2021
rider

Un’indagine sui rider della procura di Milano porta oggi all’obbligo di assunzione di circa 60mila addetti alle consegne in tutta Italia, e multa le principali società di delivery per un totale di 733 milioni di euro per mancata sicurezza.

“Un’indagine complessa, qui ragioniamo in termini di numeri incredibili”, ammette il comandante dei carabinieri Antonino Bolognani al termine dell’indagine coordinata dal procuratore capo Francesco Greco e iniziata durante il lockdown.

In quel periodo i rider (che “hanno svolto una funzione essenziale sia per portare da mangiare a un sacco di gente sia per permettere a molte imprese di sopravvivere”, sottolinea il procuratore) hanno lavorato più del solito e, anche solo per un calcolo delle probabilità, sono stati coinvolti in un maggior numero di incidenti stradali.

Di qui la verifica della posizione per 60mila di loro, con il controllo delle tutele sulla sicurezza del loro lavoro da parte delle piattaforme per cui lavoravano.

Controllo che ha portato a risultati funesti per questi ultimi, con 733 milioni di euro di multe per la violazione dei protocolli sulla salute e sulla sicurezza del lavoro.

In tutto sono sei gli indagati, appartenenti a quattro diverse società di delivery, le più importanti del settore: Just Eat, Uber Eats, Glovo e Deliveroo.

Ancora una volta, la conclusione delle indagini è che quello dei rider è a tutti gli effetti “un rapporto di lavoro subordinato”, fatto che ormai sta raggiungendo pian piano la piena consapevolezza nel settore, spesso – purtroppo – dopo l’intervento dei tribunali, (anche se non tutti sono d’accordo sul tema). Quel che è certo è che il tema dei rider è giunto a uno snodo cruciale in questo 2020 in cui la loro presenza sulle strade si è fatta, per forza di cose, più significativa: ora i nodi vengono al pettine, e la sensazione è che il settore sia davvero di fronte a una svolta inevitabile.

[Fonte: La Repubblica]

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