Riscaldamento globale: per l’Italia il 2022 è stato l’anno più caldo di sempre

Le gioie del riscaldamento globale: pare proprio che a Capodanno non soffriremo il freddo.

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Quindici gradi a metà dicembre? Ma che volete che sia! E poi c’è un sole così bello… Le gioie del riscaldamento globale, no? Eh sì, perché anche l’ultimo mese dell’anno si è confermato in linea con i suoi undici predecessori, con temperature nettamente al di sopra della media. In altre parole, il 2022 avrà avuto anche tanti difetti (una siccità da record, lo scoppio di un conflitto armato, l’ombra di una crisi alimentare su scala globale…) ma nessuno si osi a sostenere che non è stato coerente con sé stesso: stando a quanto dichiarato dal climatologo Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma-Cnr, il 2022 è stato l’anno più caldo di sempre per il nostro caro e vecchio Stivale – un primato, è importante notarlo, che riguarda sia le temperature massime che quelle medie.

Vabbè dai, almeno si risparmia sul gas

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I dati delle autorità scientifiche partono dal 1800, anno da quando sono effettivamente cominciate le rilevazioni metereologiche; e trovano ampia risonanza in quanto abbiamo avuto modo di apprendere negli scorsi mesi: pensiamo a quando la comunità scientifica confrontò le registrazioni dei satelliti Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra gestito da Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa), e quelli di uno studio del 2014, pubblicato sulla rivista Climatic Change e coordinato dall’Università svizzera di Berna. I risultati parlarono chiaro: per il Vecchio Continente l’estate scorsa è stata la peggiore degli ultimi (circa) 500 anni.

I più freddolosi, non abbiamo dubbi, saranno tuttavia contenti nell’apprendere che a Capodanno avremo temperature che ricorderanno più una nottata di fine marzo: “Si registreranno temperature di 5-6 gradi sopra la media e localmente anche di qualche grado in più, mentre non dovrebbe piovere” ha spiegato a tal proposito Gozzini. Uniche eccezioni, stando alle più recenti previsioni, sono “la Liguria e in parte la Versilia e la Lunigiana, dove si potranno verificare le sole precipitazioni previste per l’ultimo dell’anno”. Per il resto nisba: sarà un San Silvestro asciutto.

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I nostri lettori più attenti avranno tuttavia notato che, mentre da queste parti si comincia a temere per un ultimo dell’anno in bermuda, nell’Est degli Stati Uniti è il gelo a farla da padrone. Come mai? “Sono le conseguenze del cosiddetto jet stream” ha spiegato ancora Gozzini “la naturale circolazione d’aria ad andamento sinuoso che a 9-12 km di altitudine attraversa tutto il Pianeta, influenzando il posizionamento dei sistemi di alta e bassa pressione. Nel caso specifico l’intensità del jet-stream può essere stata influenzata, a sua volta, dai cambiamenti climatici, determinando temperature molto basse sia nel caso del gelo negli Stati Uniti che della penisola scandinava a causa dell’aria fredda trasportata a quelle latitudini; e temperature miti nel bacino del Mediterraneo a causa del richiamo di aria di origine nord-africana”.