ristorante fre

Di chi è in realtà la Stella Michelin 2020 assegnata oggi al Ristorante Fre di Monforte d’Alba? La domanda è volutamente provocatoria, perché lo spazio per le polemiche è più o meno pari a zero. Come vi avevamo spiegato nella nostra guida alla Guida Michelin for dummies, infatti, le regole sono chiare: la stella Michelin appartiene al ristorante, non al cuoco, e se lo chef va via, la stella rimane al locale, almeno fino al nuovo passaggio degli ispettori Michelin.

Saranno loro a valutare, l’anno successivo, se e quanto un eventuale cambio alla guida del ristorante ha scombussolato le dinamiche interne al punto da non meritare più la stella, o se il riconoscimento è confermato, tanto un nome vale l’altro.
E però, ci sono dei casi limite. Come quello del Fre di Monforte d’Alba, ristorante del bellissimo (stupendo, davvero) relais Reva, un posto speciale immerso tra i vigneti e le colline. Il Ristorante ha preso, proprio oggi, dopo anni di duro lavoro in quel senso, la sua prima stella Michelin. E tutti, d’istinto, hanno fatto applausi e complimenti al giovane e bravo chef Paolo Meneguz, specialista in selvaggina, amante dei prodotti del territorio. Ma il nome chiamato sul palco non era il suo, bensì quello di Bruno Melatti, giovane (e sicuramente bravissimo, anche se non abbiamo avuto modo di provare ancora la sua cucina) chef subentrato, un po’ in sordina, a Meneguz alla guida del Fre.

Sì, ma quando è successo? Ci siamo chiesti in molti. Dopo (o durante) l’estate. Luglio, o forse settembre, le informazioni sono poche. Improbabile (non impossibile), dunque, che gli ispettori abbiano potuto fare un nuovo passaggio al ristorante e riscrivere la stella. Quella stella, dunque, al Fre l’ha portata lo chef precedente, ma a festeggiare oggi è un altro chef. È giusto? Non sta a noi dirlo, le regole sono regole, e sicuramente la mano dello chef è “solo” una delle tante componenti che permettono a un progetto ben costruito di arrivare al primo grande traguardo gastronomico. Ma non vorremmo essere nei panni di Paolo Meneguz, oggi, e qualche dubbio sul funzionamento del tutto, al netto del fatto chela Michelin non ha colpe (non poteva essere altrimenti che così), rimane.

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