di Nunzia Clemente 24 Ottobre 2016
ikea shangai

Caffè, ristoranti, fast food: da sempre i luoghi perfetti per gli appuntamenti al buio. Quindi niente che non si sapesse già, nulla di nuovo all’orizzonte dopo la notizia della caffetteria dell’Ikea di Shanghai presa d’assalto dai cuori solitari.

Se ne parla da ormai cinque anni, a dire il vero. Già nel 2011 la frangia cinese del colosso svedese di mobili e suppellettili aveva raccontato al Wall Street Journal di aver dovuto aumentare, nei suoi punti vendita, gli addetti alla sicurezza in alcuni giorni della settimana.

Gli anziani, infatti, avevano iniziato a frequentare gli store svedesi come una sorta di parco giochi al coperto, attrezzato di tutto ciò che si potesse desiderare.

Letti, ci si stende per la pennica; poltrone, si conversa e si legge; caffè gratis, grazie alla speciale tessera fedeltà, per cui se ne possono consumare quantità industriali, chiacchierando a un tavolino e cercando di fare nuove conoscenze.

I problemi, però, negli anni non sembrano diminuiti, tanto che gli store di Shanghai hanno dovuto elaborare una serie di regole ad hoc per impedire che soprattutto la mensa diventasse una sorta di club per single.

Per la direzione, infatti, questo gruppo illegale di incontri starebbe mettendo seriamente a rischio il normale svolgimento delle attività quotidiane.

Il cartello esposto nella mensa di Shanghai spiega che il gruppo avrebbe dato origine a diverse risse — già nel 2011 si parlava di una guardia aggredita da un anziano armato di tazza di caffè bollente.

Ma qualcuno, instancabilmente desideroso di compagnia, avrebbe già trovato il modo di aggirare il divieto: anziché prendere soltanto il caffè gratuito, portando il cibo da casa, comprare invece il cibo più economico nella mensa (in questo caso una brioche al costo di 4 yuan, che equivalgono a poco meno di 55 centesimi).

Un 86enne ha ammesso a un quotidiano cinese che gli impavidi vecchietti avrebbero anche provato a riunirsi in un fast food come McDonald’s, “ma ci siamo trovati fuori posto”, ha dichiarato.

E ha aggiunto che, qualora una metropoli come Shanghai volesse mettere a disposizione degli spazi appositi per riunirsi, conoscersi –e perchè no, magari far sbocciare l’amore– sarebbero ben felici e lascerebbero la mensa dell’Ikea senza pensarci due volte.

[Crediti | Link: Wall Street Journal, Il Post]