di Valentina Dirindin 14 Dicembre 2020

Una ristoratrice italiana a Barcellona sta avendo vita dura a causa delle minacce dell’estrema destra nazionalista catalana. “Parla catalano o emigra”, si è trovata scritta Michela sul muro esterno del suo ristorante, il Marinella, in Carrer del Clot a Barcellona. La scritta sulla facciata era accompagnata dal numero 33, cifra con cui appunto si identificano i gruppi nazionalisti catalani.

“Sono solo qui, non so niente di politica”, dice la ristoratrice, originaria della Sardegna, in Spagna (e in Catalogna) da due anni. I problemi sono iniziati qualche settimana fa, quando un cliente del ristorante ha chiesto a Michela di essere servito in catalano.

Solo che la ristoratrice ancora non parla la lingua (“Voglio impararlo, ma prima ho imparato lo spagnolo; è inevitabile, più persone lo parlano”, ha detto Michela a El Pais, come se ci fosse bisogno di giustificarsi per questo).

Tuttavia il cliente non deve aver preso la cosa nel modo giusto, e se n’è andato via dal locale minacciandola, per poi pubblicare una serie di Tweet sulla sua esperienza nel locale, talmente inappropriati che Twitter ha sospeso il suo account. In effetti, c’è da dire che la legge sulla politica linguistica della Catalogna obbliga una struttura a capire un cliente se parla in catalano o spagnolo, e prevede anche che vengano date informazioni sui servizi disponibili in catalano.

Ci sono anche organizzazioni come Plataforma per la Llengua che incoraggiano la segnalazione di aziende che non rispettano le normative linguistiche. A seguito dei graffiti minacciosi, Marinella afferma di aver sporto denuncia contro quest’uomo.

[Fonte: El Pais | Ph. Pixabay]