di Chiara Cavalleris 26 Ottobre 2020
ristoranti chiusi alle 18; protesta a Roma

Una protesta pacifica quella che si è svolta nelle scorse ore in Piazza Trilussa a Roma, a seguito delle restrizioni che il nuovo Dpcm 24 ottobre, in vigore a partire da oggi e fino al 24 novembre, impone al mondo della ristorazione (e non). Gestori di ristoranti, pub, bar e locali in genere si sono riuniti nel centro storico per dimostrare il loro dissenso.

Le insegne che emergono sono quelle di Italian Hospitality Network, associazione di imprenditori romani, e di Mio Italia, Movimento Imprese Ospitalità, associazione di imprese che operano nel settore Ho.Re.Ca., Ospitalità e Turismo, che in questo momento chiede a gran voce “studi su contagi e focolai nelle attività della ristorazione” capaci di giustificare provvedimenti tanto severi (la chiusura dalle ore 18 alle 5 di tutti i bar e i ristoranti, ricordiamo) che, come abbiamo scritto anche noi, mettono a rischio un intero settore senza garantire miglioramenti sul contenimento dei contagi. “Le chiediamo ufficialmente di fornirci gli studi e le evidenze scientifiche prodotte dal Comitato tecnico scientifico che dimostrino che i ristoranti, i bar, i pub, le pizzerie e tutti i luoghi della somministrazione sono la causa della risalita dei contagi“, scrive il movimento di imprenditori a Giuseppe Conte.

In piazza Trilussa si sono rovesciati simbolicamente fusti di birra “scaduta nei locali”, poi ripulita dai sanpietrini con l’acqua.

Intanto, Italian Hospitality Network fa sapere che non smetterà di manifestare e con lo slogan “Non ce la beviamo” informa sui prossimi flash mob romani a calendario: “Il nostro settore è stato tra i più colpiti durante e dopo il primo lockdown. Abbiamo provato a rialzare la testa, abbiamo fatto investimenti, abbiamo lavorato e si può dire anche meglio di prima ottimizzando le nostre strutture ai livelli di sicurezza richiesti. Quelli che dovevano essere aiuti SICURI e IMMEDIATI sono stati in realtà gravemente insufficenti. Rimaniamo in stato di agitazione, e simbolicamente, svuotiamo nelle piazze birre, per rappresentare la profonda emorragia che sta avendo il nostro settore. Lo faremo fino alla manifestazione a Roma del 2 Novembre, pronti in caso le cose non cambiassero, a continuare”.

[Video: Giovanni Puglisi per Dissapore]