di Marco Locatelli 8 Marzo 2021
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Bar, ristoranti e alberghi chiusi (totalmente o quasi, a seconda della fase epidemiologica) ormai da mesi devono fare i conti con i pagamenti di tasse e tributi. Ma c’è chi non ce la fa più.

Il movimento Mio Italia ha avviato un’azione legale proprio contro il pagamento di queste tasse, innescando un significativo susseguirsi di “disobbedienza fiscale” da parte dei piccoli imprenditori.

Il movimento contesta le tasse dal periodo marzo 2020 (inizio lockdown) a seguire che gravano sulle attività del settore Horeca come bar, ristoranti, alberghi, pub, ma anche distributori, grossisti e partite IVA.

“Il numero dei piccoli imprenditori che stanno aderendo a
questa iniziativa di disobbedienza fiscale è in costante aumento – fanno sapere Paolo Bianchini e Fulvio Castellaro, rispettivamente
presidente e responsabile per il Piemonte di Mio Italia –  La nostra azione legale si basa sull’impossibilità di pagare la giungla di balzelli che risucchia il 70% degli incassi (tale è la pressione fiscale), a causa dell’evidente
crollo del fatturato, -57% la media nazionale, con punte anche del
95%”.

Ad ora, gli aderenti all’iniziativa di Mio Italia hanno bloccato il pagamento della Tari, della tassa sulle insegne, della Siae e dei contributi Inps non relativi alla quota dipendente.

A sostenere l’iniziativa di Mio Italia un pool di avvocati, tributaristi, commercialisti e professori universitari che assisteranno legalmente i piccoli imprenditori sin dal primo avviso di pagamento.

Fonte: Adnkronos

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