di Prisca Sacchetti 6 Gennaio 2016
doggy bag comieco

Da maggio 2015 i supermercati francesi sono obbligati da una legge dello stato a evitare lo spreco alimentare.

Ogni punto vendita con una superficie superiore ai 400 metri quadrati è tenuto a donare agli enti del terzo settore, usando la rete del volontariato, i prodotti in scadenza o invenduti altrimenti destinati a finire nella spazzatura.

Non farlo in maniera sistematica può costare fino a 75mila euro di multa o due anni di reclusione.

E dopo i supermercati ora tocca ai grandi ristoranti.

Per la precisione i ristoranti che servono almeno 180 pasti al giorno, dove i clienti sono ora legittimati a chiedere i cibi non consumati per portarli a casa nelle doggy bag (chiamiamola schiscetta) per gli avanzi.

Il provvedimento fa parte di un’iniziativa del governo francese per dimezzare entro il 2025 lo spreco alimentare, che per la ristorazione francese equivale a circa un milione di tonnellate l’anno. Così la Francia si pone come Paese d’avanguardia nella lotta agli sprechi alimentari.

Resta un dubbio tuttavia, in un paese dove non esiste nemmeno un parola apposita, i francesi dicono letteralmente “le doggy bag“, dove il blocco culturale nei confronti della richiesta di portare a casa cibo o vino avanzato quando si va al ristorante resiste (come del resto in Italia), malgrado sia un’abitudine diffusa nei paesi anglosassoni, riuscirà la legge a superare la ritrosia degli abitudinari clienti francesi?

Se dipendesse unicamente dai numeri la risposta sarebbe negativa: stando ai sondaggi il 70% dei francesi non ha mai chiesto di portare a casa il cibo avanzato al ristorante.

[Crediti | Link: Repubblica]