di Riccardo Campaci 8 Giugno 2015
spreco alimentare

Da Expo 2015nella Giornata mondiale per l’Ambiente, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tuonato contro lo spreco alimentare, definito un insulto alla società. Il senso delle sue parole? “Date il cibo in scadenza a chi non ne ha“. Ha ragione il presidente: i dati FAO (Food and Agriculture Organization) parlano di 1,6 miliardi di tonnellate di cibo commestibile sprecate ogni anno, circa il 30 per cento dell’intera produzione mondiale.

Tanto che qualche giorno fa in Francia, nell’ammirazione generale, è stata approvata una legge che vieta ai grandi supermercati di gettare il cibo invenduto ma ancora commestibile con multe sino a 75 mila euro per chi trasgredisce. 

Ma il tema è ampio. Chiediamoci ad esempio quanta acqua viene usata per produrre la nostra cena di stasera. Stando al Los Angeles Times 200 grammi di costolette di agnello, 200 grammi di vino rosso, 170 grammi di pasta e 200 grammi di melanzane costano la bellezza di 3000 litri d’acqua.

Spreco di acqua

L’Europa fa la sua parte nello spreco alimentare. Stando alla classifica dei Paesi spreconi illustrata dal quotidiano inglese Guardian il Regno Unito è il Paese che spreca di più, con oltre 12 milioni di tonnellate di cibo buttato ogni anno; seguono Germania, Paesi Bassi, Francia e Polonia, tutti con 9 o più milioni di tonnellate di alimenti che finiscono nell’immondizia ogni 365 giorni.

Anche l’Italia fa parte della classifica, siamo al sesto posto con quasi 9 milioni di tonnellate di alimenti sprecati ogni anno. Il valore? Quasi mezzo punto di Pil.

Spreco alimentare in Europa

Impressionante il dato degli Stati Uniti che eccedono lo spreco alimentare di Regno Unito, Italia, Svezia, Francia e Germania messi insieme.

Per rispondere all’invito perentorio del presidente della Repubblica in visita a Expo, e allo stesso tempo sollecitare anche in Italia una legge sull’esempio di quella francese, abbiamo raccolto in ogni parte del mondo dove ne abbiamo trovata una, 10 idee avvincenti contro lo spreco di cibo, e oggi vogliamo condividerle con voi.

1. BRUTTI MA BUONI

Ugly Fruits e Inglorious Fruits, rispettivamente in Francia e Germania, sono campagne di sensibilizzazione globale contro lo spreco alimentare che invitano noi consumatori a non fermarci alle apparenze, ma a scegliere frutta e verdura “bella dentro” a iniziare dal supermercato. L’apparenza inganna, insomma. 

2. ALL'ULTIMO MINUTO

Ideata da Andrea Segré, l’iniziativa tutta italiana di Last Minute Market nasce come progetto per prevenire gli sprechi lungo l’intera filiera della produzione alimentare, creando un mercato in cui si incontrano domanda e offerta per prodotti di recupero, trasformando lo spreco in risorsa.

Al momento Last Minute Market lavora con oltre 40 comunità italiane per un programma di donazione.

3. PIU' MARMELLATE PER TUTTI

Nel Regno Unito i geniacci di Rubies in the Rubble prendono due piccioni con una fava, anzi, con uno spreco: per recuperare frutta e verdura ancora buona ma invenduta assumono nuova forza lavoro, cui toccherà tra l’altro la preparazione di composte e confetture realizzate con la frutta e verdura raccolta, da rivendere poi sul mercato.

Il loro slogan? Meno spreco alimentare = meno disoccupazione.

4. LA LOTTA ALLO SPRECO E' SOCIAL

Lotta allo spreco 2.0 quella di Cropmobster, un mercato di scambio online che unisce domanda e offerta alimentare sfruttando cibo invenduto e in surplus nella zona di San Francisco.

Gangli centrali di Cropmobster sono Twitter e Facebook, che veicolano i messaggi in maniera istantanea; dal 2013 il sistema ha generato un giro d’affari pari a 500.000 dollari di valore.

5. LA LOTTA ALLO SPRECO E' CHIC

Sprecare non è un lusso. Così la catena Al Maha Desert Resort di Dubai ha deciso di servire il cibo in precedenza non consumato, ma ancora commestibile, nel corso della giornata.

A chi alloggia al Al Maha Desert Resort può capitare di avvicinarsi al buffet serale e scorgere quel muffin che non ha mangiato a colazione. Si sappia che non lo fanno per via del braccino corto, ma sono responsabili e ecosostenibili.

6. LA SPAZZATURA TI FA RICCO 

Chi l’ha detto che la spazzatura è tutta uguale? Prendete la Sanford and Son, piccola azienda composta da padre e figlio specializzata in compost (il gioco di parole stavolta ci sta).

Recuperano cibo scartato dalle famiglie della città di Chicago e lo trasformano in compost e fertilizzante che rivendono alle fattorie della zona. Recuperano 226 chili di cibo da ogni singola famiglia della città.

7. PENSA. MANGIA. NON SPRECARE

Think.Eat.Save è un gran bel sito per chi vuole seguire uno stile alimentare ecosostenibile e mettere al bando gli sprechi. Ci si trovano informazioni utili di ogni tipo, particolarmente utile la sezione di consigli su come adottare scelte rispettose per l’ambiente e anti-spreco nella vita di tutti i giorni.

Purtroppo al momento non è disponibile una traduzione in italiano.

8. VOLUTA LA BICICLETTA? ORA RICICLA

A Lisbona, in Portogallo, attraverso il progetto Refood, centinaia di volontari in bicicletta raggiungono ristoranti, negozi di alimentari, panetterie, supermercati e abitazioni private per recuperare le eccedenze alimentari, poi consegnate ad associazioni umanitarie che aiutano i poveri della zona.

Nel quartiere di Nossa Senhora de Fatima oltre 100 locali e più di 300 volontari partecipano alla raccolta; in Telheira i volontari e i negozi iscritti oltre 200.

9. ABBASSO IL 2X1

La tecnica classica del paghi uno prendi due (o paghi due prendi tre) applicata dai supermarket ai prodotti non più freschissimi per svuotare gli scaffali, ci aiuta a riempire il carrello di prodotti gratuiti che probabilmente verrano sprecati a casa. Cambiano gli attori ma lo spreco non cambia.

Allora In Danimarca è nata l’associazione Stop Spild Af Madm che s’impegna affinché iniziative promozionali tipo 2×1 vengano limitate al massimo, perché più che altro promuovono lo spreco.

10. REFETTORIO AMBROSIANO

Per fortuna gli chef non sono solo uomini scherzosi ed eleganti, star con ciuffi e tatuaggi, frangette e maniche arrotolate.

Lo abbiamo detto, il Refettorio ambrosiano, ambientato in Piazza Grego a Milano, nello spazio che fu del teatro omonimo, e voluto con ostinazione da Massimo Bottura, chef della modenese Osteria Francescana, sarà una speciale mensa che per tuta la durata di Expo 2015 sfamerà 90 poveri a pranzo e a cena.

Bene, noi le idee più avvincenti le abbiamo raccolte, ora speriamo che l’ansia riformatrice del governo Renzi si preoccupi di darci una legge anti-spreco sull’esempio di quella francese.

[Crediti | Link: Fotografi.org, Repubblica.it. Corriere.it, Latimes, Vivicoop.it, The Guardian, Barillacfn.com, Ugly Fruits, Inglourious Fruits, Last Minute Market, Rubie in the Rubble, Cropmobster, Al Maha Desert Resort, Sanford and Son, Think.Eat.Save, Refood, Stop Spild Af Madm | Foto: Berlingske, Rubies in the Rubble, Portugal Resident, GreenUp, LetRecycle, Ewtc, Ehabit, Vimeo, French Girl in Seattle, Internazionale]