di Manuela 4 Marzo 2019
Sushi e salsa di soia in un ristorante giapponese

In caso non lo sapeste, i ristoranti giapponesi all’estero sono dotati di un bollino di qualità: si chiama Japanese Food Supporter (Sostenitori del Cibo Giapponese) e viene concesso solamente ai migliori ristoranti giapponesi certificati all’estero, quelli che soddisfaranno una precisa serie di requisiti. Si tratta di un sistema volto a supportare la qualità della tradizione culinaria giapponese. Troppo spesso presunti ristoranti giapponesi, servono piatti in cui sono del tutto assenti i veri ingredienti nipponici e il Ministero dell’Agricoltura del Giappone ha deciso di prendere provvedimenti, un paio d’anni fa, attraverso una certificazione che, come annuncia Ansa, sta prendendo piede anche in Italia.

Japanese Food Supporter: come funziona il bollino di qualità

Sempre più persone amano la cucina giapponese. Tuttavia il rischio è quello di imbattersi in ristoranti o locali che propongono una falsa cucina giapponese, con menù solo apparentemente dichiarati come originali, ma che con la tradizionale cucina nipponica hanno ben poco da spartire e in cui mancano sia gli ingredienti tipici giapponesi, sia le tecniche di realizzazione originarie.

ristoranti giapponesi certificati: bollino

Per tutelare i consumatori, il Ministero dell’Agricoltura del Giappone ha deciso di creare una specie di “bollino blu” da assegnare a quei ristoranti, locali o anche punti vendita giapponesi all’estero che rispettano veramente la tradizione culinaria giapponese. Anche molti ristoranti giapponesi italiani hanno aderito all’iniziativa: sono già 54.

Ma come funziona il sistema di certificazione Japanese Food Supporter? Prima di tutto, il ristorante, il locale o il punto vendita che propongono cibi giapponesi devono aderire volontariamente all’iniziativa. A questo punto una commissione valuterà se il locale richiesto soddisfi una serie di requisiti indispensabili per ottenere la certificazione:

  • la presenza di un menù ampio con piatti preparati con ingredienti giapponesi;
  • una selezione di bevande alcoliche prodotte in Giappone;
  • sul menù deve essere indicata l’origine giapponese di ingredienti e alcolici.

Se il ristorante o il punto vendita soddisfano tutti i criteri, ecco che otterranno una certificazione valida per due anni. Si tratta di un modo per garantire al consumatore finale che il locale rispetti la qualità e la tradizione della cucina giapponese.

[Fonte | www.jetro.go.jp; Ansa]