di Marco Locatelli 19 Maggio 2020
Tavolo ristorante

Nonostante la parziale riapertura con l’avvio della fase 2 il 4 maggio, nei ristoranti si è registrato un crollo dei consumi pari all’80%. È la fotografia scattata da Coldiretti e che ha preso in considerazione i consumi all’interno di ristoranti, pizzerie, trattorie e agriturismi durante la fase 2.

Le motivazioni che hanno portato comunque a questo importante crollo nonostante l’allentamento delle misure di quarantena sono: le mancate riaperture e il ridotto afflusso della clientela, che ha provocato un drastico taglio delle forniture alimentari rispetto alla norma.

“A pesare sul calo delle ordinazioni di cibo e bevande – sottolinea Coldiretti – è stata in molti casi la decisione di non riaprire ma anche il calo delle presenze per la chiusura degli uffici con lo smart working e l’assenza totale dei turisti italiani e stranieri. Meno impattante in questa fase le sale spesso semivuote è stato invece – precisa la Coldiretti – il vincolo del rispetto delle distanze con la riduzione dei posti a sedere disponibili”.

Un crollo che ha un effetto domino su altri settori, come l’agroalimentare a causa del mancato acquisto di cibi e bevande in industrie ed aziende agricole. “I settori più colpiti – precisa la Coldiretti – sono dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco”.