di Valentina Dirindin 6 Maggio 2020
svizzera

In Svizzera, nel Canton Ticino, i ristoranti riapriranno regolarmente il prossimo 11 maggio, e potrebbe essere una buona idea guardare al loro esempio per capire quali possono essere le possibilità per la Fase 2 della ristorazione.

Le misure per riaprire in sicurezza sono state date da Gastrosuisse, l’associazione che rappresenta l’industria  alberghiera e della ristorazione e si occupa del dialogo con il mondo della politica.

Innanzitutto, i ristoranti dovranno lavorare solo su prenotazione telefonica, chiedendo le generalità di tutti gli ospiti seduti al tavolo: il ristoratore conserverà poi questi dati per quindici giorni, in modo da poter eventualmente ricontattare tutti i presenti qualora si verifichi un caso di positività tra gli ospiti del ristorante.

Ogni tavolo avrà un massimo di quattro ospiti seduti, che non si potranno alzare e avvicinare agli altri tavoli. I tavoli saranno distanziati fra loro a due metri l’uno dall’altro.

Niente pagamenti in contanti, niente servizi a buffet, ma neanche niente pareti in plexiglass, pare, né obbligo di mascherina per gli ospiti (in effetti difficilmente compatibile con un pasto). Dovranno invece indossarla i dipendenti all’interno del ristorante, dove saranno anche presenti detergenti igienizzanti a disposizione di tutti. Tutto ciò che viene potenzialmente contaminato (tovaglie, stoviglie, menu) dovrà essere rigorosamente cambiato, lavato e sanificato dopo ogni servizio. Non si potrà dare nessun genere di intrattenimento al pubblico, dalle semplice riviste in consultazione alle attività come le freccette o il karaoke.

[Fonte: Qui Como | Immagine: Pixabay]