di Valentina Dirindin 26 Luglio 2020
ricette per smartworking

L’effetto smart working costa a bar e ristoranti la bellezza di 250 milioni al mese. A stimarlo è la Confesercenti, che fa il punto sui bilanci delle nuove abitudini degli Italiani in tempi di pandemia di Coronavirus.

Che lo smart working e la chiusura di molti uffici avessero causato un tracollo degli introiti delle pause pranzo e caffè era cosa ormai nota, ma è la prima volta che si provano a mettere nero su bianco le conseguenze economiche di queste modalità.

Secondo i dati diffusi dal Ministero del Lavoro sono quasi due milioni gli Italiani che hanno convertito la loro professione in modalità smart, ovvero fuori ufficio: prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria, invece, erano solo 220 mila. Un aumento tale non poteva non avere effetti sulle abitudini “out of home” dei lavoratori, che abbandonano bar e ristoranti per il pranzo, o anche solo per una semplice pausa a metà giornata in compagnia dei colleghi. E che dire dei caffè dopo le riunioni di lavoro, o delle stesse riunioni intorno al tavolo di un ristorante? . “Il lavoro agile è una rivoluzione che deve essere gestita”, avverte Confesercenti.

“Servono urgentemente sostegni per le imprese del settore della somministrazione, dalla proroga della cassa integrazione in deroga a una riparametrazione dei contributi a fondo perduto, che ad ora considerano solo il calo dei fatturati di aprile. Ma occorre anche dare un orizzonte temporale certo al lavoro agile. Il rischio è che, a settembre, migliaia di attività gettino la spugna e abbassino definitivamente la saracinesca”.

[Fonte: Il Corriere della Sera]