di Marco Locatelli 13 Ottobre 2020

La Fipe, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, inaugura lo sportello di sostegno psicologico per i ristoratori in difficoltà per via della pandemia da Coronavirus e delle misure di lockdown.

I ristoranti sono indubbiamente tra le attività più colpite dai lockdown e, in queste settimane, sono già diversi gli Stati che hanno imposto ai gestori di abbassare (nuovamente) le serrande dei loro locali per ridurre la vita sociale e tentare di ridurre i contagi, che, in Europa, continuano a crescere.

“Gli effetti devastanti della pandemia sulla tenuta psicologica degli imprenditori che operano nei settori maggiormente colpiti dal lockdown e dalla crisi economica non possono più essere sottovalutati –  dichiara Valentina Picca Bianchi, presidente delle Donne Imprenditrici di Fipe Confcommercio -. Per questo come Fipe abbiamo deciso di attivare un servizio di supporto dedicato ai titolari dei pubblici esercizi, che negli ultimi mesi hanno dovuto fare i conti con uno stravolgimento della loro attività e con un drammatico crollo dei fatturati. Non siamo automi: la recente risalita dei contagi rappresenta un ulteriore fattore di preoccupazione per chi ha investito tempo, fatica e denaro nel suo locale e che ha la responsabilità non solo della sua famiglia, ma anche dei dipendenti. Se vogliamo davvero rialzare la testa, abbiamo il dovere di garantire anche la tenuta psicologica delle persone”.

Il servizio, chiamato “Pronto, ci sono!” è uno sportello telefonico gratuito di counseling, gestito dagli psicologi professionisti del Centro Paradoxa di Treviso, che si pone come obiettivo principale quello di ascoltare gli imprenditori associati alla Federazione nel racconto delle difficoltà che stanno vivendo, per poi aiutarli a valorizzare le risorse a loro disposizione

“Il bilancio del 2020 per i pubblici esercizi è impietoso – aggiunge Picca Bianchi -: 22 miliardi di fatturato persi, 50mila imprese a rischio e 300mila posti di lavoro in bilico. Eppure le scadenze fiscali, gli stipendi da pagare, gli affitti da onorare, restano. È comprensibile che le persone possano sentirsi mancare la terra sotto i piedi e perdere di vista i propri obiettivi. Noi abbiamo deciso di costruire per loro un luogo sicuro dove per prima cosa parlare e poi ritrovare l’equilibrio necessario a ripartire. La sfida più grande è quella di intercettare le situazioni a rischio e stimolare una nuova prospettiva negli imprenditori”.