120 mila persone provenienti da tutto il mondo. 120 mila persone che vengono a Torino per ritrovarsi e ballare musica tecnho ed elettronica, al ritmo di alcuni dei deejay più interessanti e popolari del panorama internazionale. Tutto questo senza che la popolazione adulta quasi se ne accorga, o che lo consideri realmente l’evento di valore che è. Uno di quelli che posiziona Torino sulla mappa europea, realmente.
Il Kappa FuturFestival è uno spettacolo vero, che quest’anno tenta pure un’impresa mica da ridere, di quelle che se riescono forse tutto il mondo della ristorazione deve dire grazie, perché il Kappa si è messo in testa di avvicinare l’alta (altissima) gastronomia al popolo della notte, quello under 30.
La Taverna Futurista
Antipasto misto dell’orto – Enrico Crippa – Ph. LCigliuttiA leggere il progetto della Taverna Futurista, la novità del Kappa FuturFestival 2026 (che andrà in scena dal 3 al 5 luglio al Parco Dora) viene davvero da dire WOW. Da crederci, che Torino è quella città dalla grande vocazione enogastronomica che racconta di essere. Tanto da portarla pure a un evento che sulla carta potrebbe sembrare non in target, e che invece ha un potenziale enorme e in parte ancora inespresso, ovvero quello di parlare con un gigantesco pubblico internazionale, tra i più grandi e sottovalutati che la città veda durante l’anno.
La Taverna Futurista, infatti, sarà il nuovo e fighissimo spazio gastronomico del Kappa FuturFestival, curato da Paolo Vizzari e Jacopo Dosio, che ne hanno assunto la direzione creativa. Ed è l’oro l’idea un po’ pazza di portare il fine dining ai giovani che ballano. Perché altro che panini con la salamella, al Kappa FuturFestival quest’anno si mangerà davvero, e si mangerà bene. Sei interpretazioni della cucina italiana per tre giorni di festival, e se sul palco ci sono i migliori deejay, ai fornelli non potevano certo esserci dei nomi qualunque. Così, ecco Davide Di Fabio, del ristorante Dalla Gioconda di Gabicce Monte, che peraltro è appassionato di musica, quindi è proprio nel suo ambiente ideale. E poi Tiziana Francoforte da Palermo, che è una chef brava e giovane, e quindi perfetta per parlare con i giovani.
Pop nella percezione ma Top nella realtà dei fatti sono poi Francesco Brutto e Chiara Pavan, che arrivano al Kappa da Venezia con un assaggio del loro Venissa ma anche con la tradizione dei bacari e dei cicchetti. E se il pranzo della domenica è quello più straordinario della settimana, ecco che non poteva che cucinarlo Enrico Crippa, che si alterna ai fornelli con Dennis Panzeri, chef della Piola di Piazza Duomo, che invece si occuperà della cena di chiusura.
E scusate se è poco.
Il format: come funziona Taverna Futurista
Pranzi e cene andranno ovviamente su prenotazione, e già si prevedono i sold out del caso. I pranzi saranno momenti seduti, strutturati come piccoli menu degustazione, nei quali ogni chef darà un assaggio della propria cucina e della propria identità gastronomica. Le cene saranno invece più informali e dinamiche, in piedi, pensate per permettere agli ospiti di immergersi nella cultura gastronomica proposta, secondo l’idea di una taverna contemporanea.
L’allestimento interno si ispira all’opera “Mercurio passa davanti il Sole” di Giacomo Balla del 1914, in linea con i colori del festival, e a noi sembra tutto super bello.
Che poi è tutto l’opposto di come lo immaginerebbe un quarantenne, un evento così, dando più importanza e formalità alla cena che al pranzo. Ma qui non stiamo parlando ai quarantenni, e allora ecco che si fa a modo loro, al modo dei giovani, e magari gli si racconta davvero la cucina tristellata, portandogliela là dove si riuniscono. Se Maometto non va alla montagna, diceva qualcuno, Enrico Crippa va al Kappa FuturFestival.
