di Valentina Dirindin 17 Maggio 2021
roberto angelini propaganda live

Eravamo certi che lo avrebbe capito: il frontman della band di Propaganda Live, Roberto Angelini, si è scusato per la vicenda che lo ha coinvolto in qualità di ristoratore, e ha ammesso di aver fatto una stupidaggine ingiustificabile nel far lavorare in nero una persona.

L’episodio, denunciato da lui stesso sui social, coinvolgeva una sua amica, che lui avrebbe fatto lavorare come rider in questo momento difficile per entrambi. Solo che lei non era in regola, e a un certo punto lo avrebbe denunciato alla Guardia di Finanza, che è arrivata da Angelini con una multa da 15mila euro.

Nel frattempo, però, pare si sia fatta strada la versione di lei, sempre tramite social e a mezzo di un’amica, che ha scritto: “Una volta, la mia amica, durante una sera di zona rossa, mentre era in giro a fare consegne a domicilio oltre l’orario del coprifuoco, venne fermata dalla Guardia di Finanza per i noti controlli sugli spostamenti. Le domande riguardavano, come per chiunque sia stato fermato durante questo anno di pandemia, i motivi dello spostamento. L’amica in questione rispose che lavorava per un ristorante e che stava rientrando sul posto di lavoro dopo aver effettuato le consegne a domicilio.

Qualche tempo dopo l’amica venne ricontattata telefonicamente dalla Guardia di Finanza (sull’autodichiarazione si lascia anche il recapito telefonico, per chi non lo sapesse, proprio per permettere eventuali accertamenti) e convocata presso i loro uffici. Una volta recatasi lì, ed informata sulle sanzioni penali cui sarebbe andata incontro in caso di false dichiarazioni, seppure intimorita per la situazione in cui si trovava, decise di rispondere alle domande fatte con assoluta sincerità. La finanza, dopo aver preso atto delle affermazioni ricevute, aprì le indagini per verificare se esistesse un rapporto contrattuale tra l’amica, che lavorava con turni definiti presso il ristorante, ed il datore di lavoro.

Non rilevando un rapporto regolare, ed anzi verificando l’irregolare ed illegale rapporto di lavoro in nero che si perpetrava da tempo, la finanza sanzionò il ristoratore”.

A seguito di questo post, e degli attacchi social ricevuti dalla ragazza, Angelini è tornato sui suoi passi, ringraziando per la solidarietà (era perfino partita l’idea di un crowdfounding) ma scusandosi per l’accaduto. “Sono un coglione che assume in nero”, ha sintetizzato Angelini, chiedendo di non mettere alla gogna la ragazza coinvolta e dichiarando di essere assolutamente d’accordo con chi dice “mai lavoro nero”.

[Fonte: Rolling Stone]