Roma: bar chiuso perché ritrovo di pregiudicati, ma i titolari protestano

A Roma un bar di Tor Bella Monaca è stato chiuso perché ritrovo di pregiudicati. Ma i titolari protestano: il quartiere è quello che è, come possiamo impedire alle persone di entrare?

dubbio

Sta facendo discutere la vicenda di un bar di Roma costretto a chiudere perché ritrovo di pregiudicati. Solo che i titolari protestano: il quartiere di Tor Bella Monica è quello che è, come possiamo impedire alle persone di entrare nel locale?

Anna Maria Tanzi, titolare del bar Dalila in viale dell’Archeologia, è sconcertata. Due giorni fa le è stata recapitata la revoca della licenza del bar che gestisce con la famiglia dal 2010. Anna Maria spiega che loro sono persone per bene e che lavorano duramente: con questo bar ci campano tre famiglie che adesso non hanno più un lavoro.

Il problema è che al bar viene contestato il fatto di essere diventato un ritrovo per spacciatori e criminali del posto. Solo che il quartiere è quello che è e non è che lei possa impedire alla gente di entrare. Nonostante abbiano montato delle videocamere all’esterno e all’interno per fungere da deterrente, sono stati costretti a chiudere. E tutto mentre lo spaccio di fronte continua ad andare avanti come sempre.

Luciano, il marito di Anna Maria, ora in cassa integrazione a causa della pandemia da Coronavirus, ha ribadito che impugneranno la revoca della licenza davanti al Tar. Lo Stato se la sta prendendo con i più deboli: è vero che ai titolari non viene imputato nessun reato, tuttavia li costringono a chiudere per colpe non loro.

Luciano poi ricorda che nel bar, oltre alla moglie, lavorano anche la figlia e il cognato. Chiudendo con che cosa vivono? Con i suoi pochi soldi di cassa integrazione?

Maria Vittoria Molinari di Asia usb ha sottolineato che chiudere un’attività per sospette frequentazioni criminali rappresenta un fallimento della politica. Sembra quasi che vogliano fare di questa zona un deserto. Questo bar era, infatti, una delle poche attività ancora aperte, mentre tutti i locali commerciali Ater sono tenuti chiusi in attesa dei bandi. Ma con queste premesse, chi mai vorrebbe aprire qualcosa in zona?

Una cosa simile era successa ad un bar di Torino in corso Grosseto: era stato chiuso per la presenza di troppi clienti pregiudicati.

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