di Valentina Dirindin 17 Marzo 2021

Il Centro Carni di Roma, un colosso da 23 ettari dedicata alla vendita all’ingrosso e alla macellazione, è stato svalutato al valore di 24 milioni di euro, e c’è chi ipotizza che questa operazione abbia portato a una possibile trattativa di vendita con Amazon.

A sostenerlo è Fabrizio Forti, presidente dell’Associazione Centro Carni, associazione che raggruppa gli interessi di tutti gli operatori del centro, dove lavorano oltre mille persone. “All’inizio di marzo il Campidoglio ha iscritto a bilancio l’intera area per 23 milioni e 650 mila euro”, dice al Corriere della Sera Fabrizio Forti, sostenendo che Amazon abbia messo gli occhi sul complesso per farne un centro smistamento di alimenti per il suo servizio Prime Now.

La preoccupazione espressa non è solo per i lavoratori del Centro Carni, ma anche per l’inserimento di un potenziale concorrente di prim’ordine. Le conseguenze di un’operazione di questo tipo, sostiene Fabrizio Forti, possono “essere pesanti per il commercio romano, vista la concorrenza che Amazon potrebbe fare sul mercato della Capitale”.

L’area è attualmente di proprietà dell’azienda pubblica che gestisce la raccolta dei rifiuti, che con la svalutazione dell’immobile (valutato nel 2009 139 milioni di euro) perde oltre cento milioni. L’idea, al tempo di quella valutazione, era quella di trasformare l’area in un nuovo quartiere residenziale, ma non è mai seguito un piano urbanistico legato a questo progetto.

A farlo notare è proprio l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori, che spiega che quella cifra era virtuale, “perché si pensava di trasformare il compendio”, ma “per farlo c’era bisogno di una variante urbanistica”, perché l’area nel piano regolatore era definita di servizi pubblici di livello urbano.

Quel valore di quasi 140 milioni di euro, dunque, era legato a un ipotetico quartiere residenziale con case valutate tra i 3 e i 4 mila euro al metro quadro, cosa di cui non se n’è fatto più nulla. Ma la storia – triste – del Centro Carni non è una novità, e va ormai avanti da dieci anni. Siamo davvero sicuri che se subentrasse un privato non sarebbe il minore dei mali?

[Fonte: Il Corriere della Sera]

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