di Marco Locatelli 5 Giugno 2020

“Cerchiamo solo cuochi italiani”. Questa la lapidaria risposta ad una richiesta di lavoro che si è visto recapitare il cuoco egiziano Samy Abdelsalam, via messaggio.

Evidentemente non soddisfatto dalla risposta poco lusinghiera, Samy ha sottolineato le sue esperienze: “Sono egiziano, ma ho esperienza nei ristoranti romani e anche all’estero”. Ma niente da fare: il ristoratore non ne ha voluto sapere, e ha chiuso la conversazione con un “Buona fortuna”.

Lo chef egiziano, laureato in giurisprudenza, ha seguito un corso di cucina a Dublino e ha lavorato come cuoco in diversi ristoranti in giro per l’Europa. Nella capitale ha lavorato in diverse trattorie. Ma non è stato sufficiente: il ristoratore del locale romano non ne ha voluto sapere, e lo ha scartato a priori perché “non italiano”.

“Lavoravo in un ristorante e ho perso il lavoro durante l’emergenza coronavirus – racconta lo chef a Fanpage.it – Il mio contratto scadeva il 15 aprile e non me l’hanno rinnovato. Ho una famiglia e necessità di lavorare, quindi sono disposto a farmi anche quattro ore di viaggio, non mi importa. Ma non è la prima volta che vengo respinto perché non sono italiano”.

Non è la prima volta che Samy viene scartato per via delle sue origini: un altro ristoratore ha bloccato il suo numero di telefono quando ha saputo che era egiziano. “Non capisco cosa cambia se sono egiziano – si chiede Samy – Quando vivevo a Dublino c’erano almeno 200mila italiani che cercavano lavoro e non era un problema ottenerlo. Perché qui dovrebbe essere diverso?”.