Roma: rimossa l’insegna del Bar Moccia, locale sequestrato ai clan

A Roma i Carabinieri hanno rimosso l'insegna del Bar Moccia, il locale che era stato sequestrato ai clan. Cambiata anche la serratura.

Bar Moccia a Roma

A Roma i Carabinieri di Tor Bella Monaca hanno rimosso l’insegna del Bar Moccia, il locale che era stato sequestrato ai clan. Inoltre è stata anche cambiata la serrature del locale (in precedenza al bar era stata anche revocata la licenza).

I Carabinieri si sono presentati di prima mattina e hanno provveduto a controllare la rimozione della scritta “Moccia” del locale appartenente al clan Moccia, gruppo affiliato alla Camorra.

Da anni i boss campani facevano confluire parte dei loro capitali illeciti nel mercato della ristorazione e in quello immobiliare (oltre che in altre attività come quelle del narcotraffico). Già nel 2020 i dati parlavano chiaro: per quanto riguarda ristoranti e bar, la Camorra ne controlla 5mila.

Proprio nel 2020 un’apposita operazione ha colpito il clan Moccia: le forze dell’ordine hanno accertato che la famiglia napoletana ripuliva i soldi dello spaccio tramite attività di ristorazione e beni immobiliari nella zona di Roma fra il Quirinale, Piazza Navona e Castel Sant’Angelo.

Bar Moccia

Proprio il Bar Moccia era stato il primo locale affiliato al clan ad essere colpito dai provvedimenti del Prefetto Matteo Piantedosi: il locale era stato prima chiuso temporaneamente e poi si era passati alla revoca della licenza dell’esercizio.

Secondo le indagini, infatti, il Bar Moccia costituiva una “criticità per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini”. A dicembre 2020 l’attività venne chiusa temporaneamente per una settimana, su disposizione della Questura di Roma.

Tuttavia i controlli andarono avanti e venne scoperto che il bar veniva usato “abitualmente utilizzato come base logistica e operativa per il traffico di stupefacenti e per la pianificazione del controllo del territorio da parte di sodalizi criminali che operano nel quartiere”. Per tale motivo a marzo 2021 la licenza venne revocata.

E ora è arrivata la rimozione dell’insegna, con restituzione del locale all’Ater. Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, su Facebook ha così commentato la vicenda: “Via un simbolo dello spaccio e della criminalità organizzata. Grazie agli uffici della Regione Lazio e ad Ater che in tutta Roma sta lavorando per ripristinare la legalità e le regole. Ora, come abbiamo fatto con le ville confiscate ai Casamonica alla Romanina, anche questi locali ospiteranno cultura e servizi: lo decideremo con la partecipazione dei cittadini. Avanti!”.

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