Roma, ristoratore denunciato: aveva esposto astici e granchi sul ghiaccio

A Roma un ristoratore di Campo De' Fiori è stato denunciato dalle Guardie Zoofile perché aveva esposto astici e granchi sul ghiaccio, in bella vista.

astice

Spostiamoci a Roma perché qui un ristoratore è stato denunciato a Campo de’ Fiori per maltrattamento animali: aveva messo in mostra degli astici e dei granchi sul ghiaccio.

In pratica il titolare di questo locale del centro storico romano, aveva posizionato su un carrello due astici con le chele legate e otto granchi. Gli animali erano appoggiati su uno strato di ghiaccio: i clienti ordinavano e gli animali venivano cucinati.

Solo che una Guardia Zoofila si è accorta della cosa e ha segnalato al presidente della sua associazione il fatto che quei crostacei venivano seviziati ed erano detenuti in uno stato di crudeltà.

Per il titolare del locale è così scattata la denuncia per il reato di maltrattamento animali (articolo 544-ter del Codice Penale). Il ristoratore si è così presentato all’udienza col Gup: una volta sciolta la riserva, è stato chiesto un rinvio a giudizio con imputazione coatta (il PM aveva chiesto l’assoluzione).

Il ristoratore, un etiope di 37 anni, aveva cercato di giustificarsi sostenendo che si trattava di una procedura normale per un ristorante e che non c’era nessuna legge che vietasse di esporre crostacei vivi. Tuttavia le Guardie Zoofile erano di altro avviso: il reato di maltrattamento animale si configura in quanto è pratica proibita dai regolamenti di Polizia urbana e da norme regionali.

Se vi state chiedendo che fine abbiano fatto astici e granchi, è presto detto: tutti i pesci e crostacei in esposizione sono stati sequestrati.

Marco Mariscoli, avvocato del ristoratore, ha ricordato che non esiste una norma precisa che vieti di esporre il pesce vivo e fresco in bella vista. E sottolinea che fa sorridere il fatto che, in assenza di tale legge, un tribunale di Roma decida di rinviare a giudizio un imprenditore per una consuetudine che tutti i ristoranti adottano. Secondo il legale, in questo caso il reato di maltrattamento animali non si configura in nessun modo (la pena, in caso di condanna, potrebbe essere fino a un anno e mezzo di carcere).

Starà ora ai giudici decidere in merito, ma il risultato della sentenza non è scontato. Per esempio, a Vicenza uno chef “stellato” era stato assolto dalla medesima accusa in quanto il giudice aveva stabilito che i crostacei non elaborano la sofferenza e che il ghiaccio funge da sedativo. Per contro a Firenze, un altro giudice aveva condannato un ristoratore perché aveva esposto dei crostacei vivi con chele legate.

A proposito: è anche vietato tenere i pesci rossi nella classica boccia di vetro, come hanno appreso a loro spese due bariste di Alessandria, multate per tale motivo.

[Crediti Foto | Nicholas Gemini, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons]

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