di Giulia Gagliano 29 Agosto 2019
Sagra di primavera

Da giugno a settembre l’Italia si riempie di sagre, ma su 42mila eventi organizzati ogni anno, 32mila sarebbero irregolari. Ad evidenziare il dato è la Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi) che torna a lanciare l’allarme: “Senza una norma che regoli questo settore, molti ristoratori potrebbero essere costretti a chiudere bottega”.

Parlando di numeri, secondo i dati forniti dall’associazione, le sagre sono circa 42mila (l’80% delle quali concentrate proprio nei mesi estivi e 15mila solo ad agosto) e generano un giro d’affari pari a 900 milioni di euro. Di queste, addirittura 32mila, secondo Fipe, sarebbero “abusive”, ovvero senza alcuna connotazione di tipicità e, non da ultimo, prive degli stringenti requisiti (richiesti invece ai ristoratori tradizionali) su igiene, sicurezza alimentare e fiscalità.

Per  la Fipe ci vorrebbe una “norma nazionale che responsabilizzi in un modo estremamente diretto anche i sindaci. Non si possono usare le sagre per consenso elettorale – ha chiosato il vicepresidente vicario Cursano – o per accontentare questa o quella società sportiva o culturale. Le istituzioni devono scegliere da che parte stare; è arrivato il momento in cui ognuno si deve assumere le proprie responsabilità”.
[Fonte Italia a tavola]