di Valentina Dirindin 3 Settembre 2020

Sono cinque le macellerie braidesi indagate dalla Procura di Asti per sospetto uso di additivi illeciti nella loro salsiccia di Bra. L’accusa, partita dopo alcuni accertamenti da parte dei Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione (Nas), è quella di aver deliberatamente “dopato” le salsicce per renderle esteticamente più appetibili.

La salsiccia di Bra, tutelata da uno specifico Consorzio e riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano, è una salsiccia da consumare tradizionalmente cruda, prodotta con carne bovina fresca. A crearla, i macellai della zona, che non utilizzavano la carne suina per compiacere la clientela appartenente alla comunità ebraica di Cherasco. Trattandosi di un prodotto da consumare crudo, l’aspetto della carne è particolarmente importante.

Questo il motivo per cui, secondo le indagini, alcuni macellai utilizzavano solfiti e altri additivi illeciti per migliorare il colore del prodotto. L’ipotesi di reato contestata ai macellai braidesi coinvolti nell’indagine è quella contenuta dall’articolo 516 del Codice Penale, ovvero la “Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine”. Un reato punibile con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a un massimo di 1.032 euro. I cinque macellai coinvolti nell’indagine sono stati per ora costretti a chiudere i loro esercizi commerciali per due mesi.

[Fonte: Targato CN]