Salumi, secondo uno studio gli additivi sono connessi al rischio di cancro al colon

Un rapporto dell'Anses sottolinea come gli additivi nei salumi siano connessi a un maggiore rischio di cancro al colon.

Salumi, secondo uno studio gli additivi sono connessi al rischio di cancro al colon

Secondo un rapporto recentemente pubblicato dall’Agenzia nazionale francese per la sicurezza alimentare (Anses), che di fatto ha preso in esame l’impiego di nitrati e sali nitriti nell’ambito alimentare – e in particolare nell’industria di salsicce e prosciutti, dove per l’appunto sono ampiamente utilizzati -, gli additivi presenti nei salumi sono riconducibili a un maggiore rischio di cancro al colon-retto. In questo modo, lo studio in questione conferma di fatto le conclusioni già presentate nel 2015 dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Airc), aggiungendo tuttavia che “l’uso di questi additivi (appunto nitriti e nitrati, ndr) nei salumi controlla efficacemente la crescita di batteri patogeni” che potrebbero causare infezioni alimentari anche gravi.

salame

Insomma, il dibattito in Francia non accenna affatto a spegnersi. Nel 2019 Foodwatch, Yuka e la Lega contro il cancro lanciarono una petizione per chiedere l’interdizione totale di questi alimenti, mentre alcuni deputati preferiscono mantenere una linea più moderata proponendo una tassazione specifica per il loro utilizzo. I macellai e l’industria francese della “charcuterie”, che di fatto comprende tutte le tipologie di carne lavorata, si sono schierati apertamente a favore. I dati dell’Airc, tuttavia, parlano chiaro: il consumo di 50 grammi di carne lavorata al giorno aumenta il rischio di cancro al colon del 18%, e nella sola Francia – dove nel 2018 si consumarono circa 65mila tonnellate di salumi – si potrebbero evitare più di 4 mila casi l’anno intervenendo su di questi alimenti, magari riducendo i sali di nitrito nelle ricette di prosciutto e salsicce. Rimanendo in questo contesto, infine, vi ricordiamo che, secondo uno studio condotto dall’Istituto Mario Negri di Milano e dall’Università di Milano, il consumo abituale di pesce in scatola è in grado di ridurre significativamente il rischio di un tumore di questo tipo.