di Valentina Dirindin 8 Agosto 2019
cubetti whisky

In Scozia l’alcol è una questione talmente seria che non ci si può semplicemente affidare al palato di qualche esperto sommelier ma, per aiutare a combattere il commercio di whisky contraffatto, è stata addirittura costruita una “lingua” artificiale.

Un assaggiatore tecnologico di superalcolici, capace di riconoscere al primo assaggio se ciò che sta bevendo è un prodotto di qualità o meno.

A darne notizia è la BBC, che spiega come questa tecnologia, messa a punto da un team di ingegneri di Glasgow, possa essere utile per classificare e riconoscere le diverse tipologie di whisky, e per scovare eventuali truffe sul tema. La lingua artificiale, infatti, sarebbe in grado di rilevare perfino le distinzioni più sottili tra lo stesso whisky invecchiato in botti diverse, e può sentire le differenze tra whisky invecchiati 12, 15 e 18 anni. Una capacità di riconoscere le diverse sfumature di prodotto praticamente infallibile, con una precisione stimata superiore al 99%.

Non essendo noi ingegneri, non ci è esattamente chiaro perché questa lingua artificiale si sia specializzata in whisky e non, per dire, in frutta e verdura, ma in fondo in fondo un po’ lo capiamo: anche noi faremmo lo stesso. La tecnologia, d’altra parte, deve assomigliare all’uomo in tutte le sue caratteristiche migliori, no?

[Fonte: Ansa Terra&Gusto]