di Manuela 3 Gennaio 2020
senigallia

A Senigallia stanno facendo discutere le multe ai ristoratori per i menu esposti all’esterno. Il fatto è che i ristoratori di Senigallia, provincia di Ancona, sono stati sanzionati per aver esposto i menu all’aperto. Peccato che sia obbligatorio esporli all’esterno. La stessa Confcommercio si è chiesta se sia legittimo far pagare i ristoratori due volte.

Eh sì, perché c’è una legge che dice che i menu devono essere ben visibili anche all’esterno. E fin qui nulla da eccepire. Peccato, però, che i ristoratori che decidono di esporre il menu sul vetro si trovano a dover pagare anche la tassa per la pubblicità, mentre chi decide di usare il classico cavalletto, oltre al balzello sulla pubblicità deve pagare anche l’occupazione del suolo pubblico.

Ma si sfiora il ridicolo quando sono stati sanzionati anche locali che avevano esposto i cartelli “Aperto a pranzo” o “Prossima apertura”. Michele Cotadamo, proprietario del ristorante In&Out Da Michele, ha spiegato allibito che gli è stato contestato il cartello “Aperto a pranzo”. Inoltre ha ricevuto contestazioni per una lavagna e quattro ombrelloni su cui già paga l’occupazione del suolo pubblico. Per questo motivo ha ricevuto una multa da 1.600 euro, ma il ristoratore è ben deciso a fare ricorso.

Sempre Cotadamo ha spiegato che paga già 360 euro per le insegne e 1.500 euro per l’occupazione del suolo pubblico. Gli ombrelloni, come accade spesso in questi casi, portano il marchio della birra, ma mai nessuno gli ha chiesto di pagare la pubblicità per questo motivo. E non è l’unico: molti ristoratori di Senigallia si sono visti arrivare multe per i medesimi motivi.

Quello che fa arrabbiare di più gli esercenti di Senigallia è che devono pagare per qualcosa che la legge impone: il menu obbligatorio da esporre. In realtà questa storia va avanti da mesi sin da quando gli ispettori di Abaco (il Comune ha affidato loro il compito di riscuotere i tributi), hanno fatto dei controlli e deciso di multare i ristoratori.

Adesso Confcommercio sta cercando di trovare una soluzione insieme a Comune e Abaco. Secondo Giacomo Bramucci, presidente di Confcommercio, ha spiegato che il tutto è dovuto a un’interpretazione espansiva del testo unico sul commercio. Tale norma obbliga l’esercente a rende capibile già da fuori il tipo di locale e i prezzi che il cliente deve aspettarsi, già prima di entrare. Tuttavia la contestazione sembra voler punire questa esposizione esterna, considerandola come se fosse una pubblicità (e a quanto pare scordandosi che è una legge a dire che i locali devono esporre il menu all’esterno). E mentre Confcommercio sta valutando che tipo di risposta dare alla “scrupolosa solerzia” di Abaco, le associazioni di categoria stanno cercando di capire se sia giusto e corretto far pagare la pubblicità su un’esposizione che i ristoratori sono obbligati a fare per legge.

Bramucci è ottimista: pensa che si tratti solamente di una divergenza di interpretazione della norma ed è convinto che entro fine gennaio si potrà arrivare a un chiarimento.

[Crediti Foto | Gaspa CC BY 2.0, via Wikimedia Commons]