Siccità, in metà del Kenya c’è carenza di cibo e acqua

In Kenya continua a imperversare la siccità, con metà delle contee del Paese che si trovano ad affrontare una carenza di cibo e acqua.

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La crisi climatica stringe in un pugno di ferro il Kenya, che si trova a fare i conti con una lunga siccità che uccide il bestiame che rappresenta il mezzo di sostentamento per numerose famiglie locali. Stando ai dati del governo, infatti, 23 delle 47 contee del Paese stanno affrontando una carenza di cibo e acqua che potrebbe far insorgere nuovi conflitti per il controllo delle risorse.

Siccità

Nel particolare, la contea di Marsabit è una delle più esposte a questa tipologia di rischio: qui, infatti, all’invasione di locuste del 2020 ha avuto seguito un periodo di scarsissime piogge, con gli animali che ora sono troppo deboli per produrre latte e troppo magri per essere venduti. Il presidente Uhuro Kenyatta non ha alcun dubbio, e ha bollato la siccità come calamità naturale dallo scorso settembre.

Sono 2,1 milioni le persone attualmente alle prese con la fame; mentre le autorità governative hanno investito 450 milioni di scellini (equivalenti a 3,4 milioni di euro) per comprare 11.250 capi di bestiame e 3.200 capre dai contadini nelle contee più colpite. Nel frattempo, la vice direttrice generale della Fao, Beth Bechdol, ha detto durante una conferenza stampa nella capitale Nairobi che l’Organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura deve cambiare approccio dopo ripetuti tentativi dai “risultati deludenti”.