di Valentina Dirindin 1 Novembre 2020
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In Sicilia, in un terreno confiscato alla mafia, nasce la prima “Food Forest”, una foresta commestibile che punta a essere un filo  diretto tra produttori e consumatori.

Il progetto, nato tempo fa grazie all’iniziativa di due cooperative siciliane, un’associazione svizzera e un ecologo brasiliano, ha finalmente trovato la sua base, a Portinico, in un terreno di cinque ettari tolto alle associazioni malavitose e gestito dal 1998 dal Fondo Parrini. L’idea è quella di costituire un orto di agricoltura etica e sostenibile con frutta, erbe aromatiche, ulivi e verdure. Prodotti particolari e pregiati: specie della macchia mediterranea commestibili come il corbezzolo, il mirto, o il biancospino, e anche oltre 200 piante di avocado e maracuja.

Tutto coltivato secondo  sistemi agroforestali (da cui il termine “food forest”) e e ottimizzando l’uso delle risorse idriche mediante l’installazione di un biolago e una zona di compostaggio. L’idea è poi quella di immettere i frutti di questa foresta sul mercato attraverso una filiera corta, in cui chi produce dialoga con chi mangia, ovvero con il consumatore finale. “Il tipo di agricoltura in cui noi crediamo è quella cooperativistica, con tanti piccoli protagonisti, gli agricoltori in un assetto democratico, senza grandi industrie o grande distribuzione”, hanno spiegato i promotori dell’iniziativa a Il Fatto Quotidiano.

Per realizzare e finanziare la foresta commestibile è stata lanciata una raccolta fondi che durerà un mese e si concluderà il 20 novembre : l’obiettivo è quello di raccogliere 60mila euro.

[Fonte: Il Fatto Quotidiano]

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