Silvio Berlusconi ammonito dall’Ue: lo scambio di vodka con Vladimir Putin è proibito dalle sanzioni

Lo scambio vodka-lambrusco sull'asse Silvio Berlusconi-Vladimir Putin potrebbe aver violato le sanzioni dell'Unione europea.

silvio berlusconi

Pare che il successone diplomatico di Silvio Berlusconi abbia di fatto scavalcato un piccolo ma significativo particolare. Eh sì, perché di fatto la notizia che il Cavaliere ha festeggiato il compleanno ricevendo venti bottiglie di vodka da Vladimir Putin ha raggiunto anche le orecchie dell’Unione europea, che da buona guastafeste ha sottolineato come lo scambio in questione sarebbe vietato dalle sanzioni imposte alla Russia. Avete presente la storia della guerra in Ucraina, no? Ecco, le sanzioni per quella roba lì. Per carità, capita a tutti di potersene dimenticare – specie quando di mezzo ci sono venti bottiglie di vodka e una lettera dolcissima.

putin

“Quello che posso dire è che nel quinto pacchetto di sanzioni abbiamo deciso di estendere il divieto di esportazioni” spiega Arianna Podestà, portavoce della Commissione europea per la Concorrenza “anche agli spiriti, inclusa la vodka. L’importazione è proibita”. Parole asciutte. Queste persone non conoscono la goliardia? “L’attuazione delle sanzioni è responsabilità degli Stati” spiega ancora Podestà, assicurando che nei giorni a venire si occuperà di verificare se le ormai leggendarie venti bottiglie  siano importazioni a tutti gli effetti oppure no. Ma la faccenda non è certo finita qui: da gentiluomo consumato quale è, Berlusconi ha risposto al numero uno di Mosca inviando, in segno di ringraziamento, altrettante bottiglie di lambrusco (e una lettera dolcissima, beninteso) che, a loro volta, potrebbero essere oggetto di sanzione. Ricordiamo, infatti, che le sanzioni di fatto vietano anche le esportazioni di beni di lusso – vino incluso, chiaramente – sopra un valore di 300 euro.

“Gli Stati membri sono liberi di condurre i loro contatti bilaterali, ma rispettando le politiche dell’Ue” ha commentato una seconda portavoce della Commissione europea. “Non c’è un divieto riguardo ai contatti bilaterali. Ma la priorità in questi contatti deve essere naturalmente quella di veicolare la posizione dell’Ue sull’invasione e l’aggressione illegittime dell’Ucraina, e di fare appello alla controparte russa affinché questo cessi immediatamente e rispetti il diritto internazionale”.