di Marco Locatelli 22 Luglio 2020
ristorante

La Pandemia continua a circolare e nonostante la ripartenza più o meno omogenea in alcuni Paesi, la ristorazione fatica a rialzare la testa. E c’è anche chi non è nemmeno riuscito a ripartire. In Spagna il 13% di bar, ristoranti e hotel hanno infatti chiuso i battenti definitivamente a causa della pandemia da Coronavirus.

In totale, si tratta di 40 mila esercizi. Cifre da pelle d’oca, che potrebbero addirittura quasi raddoppiarsi entro la fine dell’anno: le stime parlando di 65 mila, pari al 20% del totale.

L’allarme è stato lanciato da Hosteleria de Espana, la Federalberghi spagnola. Il problema di fondo è la debole presenza di turisti anche nelle mete più popolari, e nonostante ci troviamo nel pieno dell’estate e i confini siano stati riaperti.

Per fare un esempio, nelle isole Baleari, hanno riaperto solo la metà di bar e ristoranti. Pure i locali delle grandi città – che soffrono lo smart working degli impiegati – non sono messi meglio: “il lavoro da casa ha spazzato via la colazione e i pranzi fuori, soprattutto a Madrid”, spiega il presidente dell’associazione José Luis Izuel.

Il settore potrebbe arrivare a perdere qualcosa come 900 mila/1,1 milione di posti di lavoro. In Spagna – dove – il turismo rappresenta il 12% del Pil, il governo ha presentato un piano di rilancio da 4,2 miliardi di euro di prestiti. Ma gli operatori chiedono misure più “pratiche”, come la sospensione di tasse, aiuti a fondo perduto e bonus vacanze.

FONTE: ANSA