di Marco Locatelli 4 Dicembre 2019

Cresce esponenzialmente il prezzo della carne di maiale a causa della peste che sta dilaniando tutti gli allevamenti cinesi; e tra i prodotti di origine suina colpiti dall’aumento di prezzo anche lo speck, il popolare salume altoatesino.

Ma cosa c’entra la Cina con l’Alto Adige? È presto spiegato: il paese asiatico è il principale produttore mondiale di carne suina, e con la peste africana che sta colpendo duramente anche il Dragone il livello di produzione è calato drasticamente.

Attenzione: i produttori di speck dell’Alto Adige non utilizzano per il loro salume carne proveniente dalla Cina ma solo materia prima proveniente da Paesi europei, soprattutto da Germania, Austria, Italia e Paesi Bassi. Tuttavia la scarsità di carne suina in Cina genera un “effetto domino” che colpisce anche la produzione nostrana.

“La scarsità di materia prima in Cina ha, tuttavia, conseguenze anche sulle imprese locali, precisamente per quanto riguarda il prezzo. La carne suina in generale e ovviamente anche lo speck diventeranno più costosi a causa di tale mancanza di risorse”,spiega il presidente del Consorzio tutela speck Alto Adige, Andreas Moser.

Da parte del Consorzio ci sarà comunque un importante sostegno per associati in questa delicata fase, come spiega il presidente Moser: “La Camera di commercio di Bolzano vuole sostenere i produttori di speck locali in questa fase difficile e si impegnerà ad informare l’opinione pubblica dell’imminente aumento dei prezzi”.

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