Stanno cercando di taroccare il Margherino, krapfen fritto “alla veneziana”

Qualcuno ha provato a registrare un prodotto decisamente troppo simile al celebre Margherino della pasticceria Milady, e il suo creatore passa al contrattacco.

Stanno cercando di taroccare il Margherino, krapfen fritto “alla veneziana”

La storia del Margherino, dolce di Marghera di concezione recente ma ormai diventato uno dei simboli gastronomici della città, racchiude in sé tutti gli elementi della parabola del prodotto di successo: un’idea fulminante nata da un errore e, dopo il trionfo e la popolarità, le inevitabili imitazioni. In questo caso però non si tratta di omaggi affezionati figli di sincera ammirazione, e il creatore dell’originale ha deciso di difendere la sua creatura nelle sedi opportune.

La difesa del Margherino originale

Margherino Milady

Intervistato dal Gazzettino, Roberto Giuffrè, il titolare della storica pasticceria Milady, racconta l’origine fortuita del suo capolavoro avvenuta quasi per caso il 22 ottobre 2022, quando in laboratorio è nato un dolce diverso da quello previsto che ha subito conquistato il pubblico grazie alla sua forma peculiare e all’aspetto golosissimo.

Il segreto di questo successo sta tutto nella particolare preparazione e nell’evoluzione del prodotto, raccontata così da Giuffrè stesso: “Siamo partiti da un tradizionale krapfen fritto alla veneziana, tagliato male a metà, fino a escogitare sette varianti. A seguire ci siamo inventati un altro impasto da fare al forno. Quel triangolo così goloso è iniziato a piacere a tutti e noi siamo ben felici di accontentare la clientela che arriva da ogni dove per assaggiarlo”. Da quel momento il Margherino è diventato un vero fenomeno, arrivando a vendere centinaia di pezzi al giorno e sfiorando le 15.000 unità nei periodi di festa.

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Come spesso capita, il successo portà con sé dei tentativi di imitazione più o meno riusciti: e infatti una pasticceria siciliana sta provando a vendere un dolce molto simile, cercando persino di registrarne il marchio in modo autonomo e cambiando solo il nome, ribattezzandolo come “Crema Madre”. Giuffrè ha reagito con determinazione per proteggere la sua creazione e le sue origini, dichiarando fermamente che “Nessuno può permettersi di portarlo via dalle sue radici”.

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Il futuro del Margherini è comunque proiettato verso l’innovazione tecnologica e l’espansione nazionale: l’azienda sta puntando forte su robotica, e-commerce e nuovi modelli di vendita per raggiungere più clienti. Giuffrè ha infatti anticipato i prossimi passi spiegando che “La sede principale, destinata solo alla produzione del Margherita, è dotata di un distributore automatico: useremo locker per la vendita e apriremo altre sedi”. È ormai evidente che il progetto non intende fermarsi qui, dato che, come conclude il titolare, “Il Margherino sta segnando la rivoluzione in casa Milady”.